Supermercati, spesa online e food delivery: dai rincari all’allarme colomba pasquale

Mentre i commercianti si attrezzano per consegnare prodotti a casa, le segnalazioni sul rialzo dei prezzi al supermercato continuano. Le aziende dolciarie temono anche per la colomba di Pasqua.

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Mentre i commercianti si attrezzano per consegnare prodotti a casa, le segnalazioni sul rialzo dei prezzi al supermercato continuano. Le aziende dolciarie temono anche per la colomba di Pasqua.

L’emergenza coronavirus sta cambiando anche il modo di fare la spesa. Abbiamo già visto che nelle ultime settimane è esplosa la ‘moda’ della spesa online, anche se con parecchie difficoltà a causa dei troppi ordini. Ma non finisce qui. Sempre più persone, anche per evitare di uscire di casa, stanno sperimentando il food delivery. I piccoli commercianti si sono trasformati in fattorini pronti a consegnare a casa cibo da asporto, un modo per non fermare il proprio lavoro e andare avanti. 

I commercianti puntano al delivery

Come scrive Wired alcune piattaforme web sono accorse in aiuto ai commercianti che in questo periodo hanno deciso di puntare al delivery. Tra tutte si segnala Consegnacasa.it, che fino al 31 luglio sarà gratuita e darà una mano ai commercianti ad attivare l’e-commerce. La piattaforme TheFork, che solitamente consentiva di prenotare un tavolo al ristorante, ora consente ai proprietari di locali di segnalare se fanno o meno consegne a domicilio. Stessa mossa di  iorestoacasa.delivery

Ancora rincari

E se il fronte della spesa online e consegne a domicilio di cibo cerca di farsi largo, continua anche l’assalto ai supermercati e le polemiche sui prezzi rincarati per molti prodotti. Di recente Federconsumatori aveva chiesto l’intervento del Ministero dello Sviluppo Economico dopo aver ricevuto varie segnalazioni sui ritocchi dei prezzi, in particolare per prodotti come frutta, verdura e igiene per la casa. “È necessario che le autorità preposte intervengano con urgenza per contrastare e stroncare queste gravi speculazioni a danno dei cittadini, impossibilitati, in ottemperanza a quanto disposto dal Governo, a spostarsi sul territorio in cerca di punti vendita che applichino prezzi più convenienti” aveva detto Federconsumatori.

 

Pasqua senza colomba?

E se il tema dei rincari va affrontato, un’altra notizia rischia di allarmare gli italiani, che molto probabilmente già dovranno passare la Pasqua chiusi a casa. Si tratta della celebre colomba che potrebbe non essere presente nei supermercati e non perché le aziende non le hanno prodotte ma perché molti commercianti, dovendo dare più spazio ai beni di prima necessità, hanno dovuto annullare gli ordini o relegare le colombe in spazi ristretti. A tal proposito, dopo il grido di allarme lanciato da molte aziende come Bauli, Melegatti, Balocco, Maina, Paluani etc, la ministra Teresa Bellanova ha lanciato l’hashtag #iononrinuncioalletradizioni. 

All’Adnkronos, Marco Brandani, amministratore delegato di Maina, ha riferito che “Negli ultimi 15 giorni abbiamo dovuto constatare che c’è stato il totale annullamento degli ordini. Ed è devastante per una azienda come la nostra che si basa su prodotti totalmente stagionali come colombe, panettoni e pandoro“. Una preoccupazione condivisa anche dalle altre aziende che però sperano di vedere aumentare le vendite a ridosso di Pasqua.

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