Capitali in fuga verso il super yen, ma sull’Abenomics è sfiducia generale

Super yen una sconfitta per l'Abenomics in Giappone. Nuovi stimoli in arrivo, ma le tensioni internazionali non aiutano.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Super yen una sconfitta per l'Abenomics in Giappone. Nuovi stimoli in arrivo, ma le tensioni internazionali non aiutano.

Sfiorano il 12% i guadagni dello yen contro il dollaro. Il cambio del Giappone è salito così ai massimi degli ultimi 21 mesi, nonostante la Bank of Japan abbia nel frattempo inondato il mercato di stimoli senza eguali nel mondo, aumentando la base monetaria di 80.000 miliardi di yen all’anno e adottando i tassi negativi sin dalla fine del gennaio scorso.

Super yen è tornato

A rafforzare lo yen, sempre più super, sono gli afflussi di capitali stranieri, in parte sostenuti nelle ultime settimane anche dal recente terremoto di Kumamoto, che ha costretto le compagnie assicurative a cedere gli assets all’estero per risarcire i clienti.

Non vi è dubbio, però, che il cambio si stia apprezzando per la fuga degli investitori dai rischi. Lo yen è considerato un porto sicuro contro le tensioni internazionali. A dimostrazione di ciò vi sono i rendimenti dei titoli di stato nipponici, negativi fino alla scadenza dei 10 anni e che per i trentennali si attestano a meno dello 0,3%.

Fitch taglia rating bond Giappone

Potrebbe apparire una grossa contraddizione che a fungere da porto sicuro sia l’economia di un paese, il cui debito pubblico è esploso al 230% del pil. In effetti, siamo dinnanzi a un paradosso, tanto che l’agenzia Fitch ha declassato ieri i bond nipponici, confermando il rating “A”, ma tagliando l’outlook da “stabile” a “negativo”.

Alla base della decisione di Fitch c’è l’ennesimo rinvio dell’aumento dell’IVA dall’8% al 10% da parte del governo di Tokyo a non prima dell’ottobre del 2019, quando avrebbe dovuto entrare in vigore nell’ottobre dello scorso anno. Il premier Shinzo Abe è preoccupato per la bassa crescita del pil e per un’inflazione lontana dal target del 2% e dopo avere assistito a una temporanea recessione nel 2013, quando l’IVA fu aumentata dal 5% all’8% (lo stesso accadde nel 1997, quando era stata portata dal 3% al 5%), ha pensato bene di evitare il rischio di uno spegnimento totale della ripresa già flebile.

 

 

 

Flop Abenomics

Tuttavia, l’aumento dell’IVA era stato voluto per cercare di tagliare il deficit del paese, che resta elevato e non consente al rapporto tra debito e pil di diminuire, complice anche la deflazione ventennale. Pertanto, l’Abenomics, come viene definita in gergo la politica economica del governo, viene sempre più considerato un flop a distanza di 3 anni e mezzo dalla vittoria del premier alle elezioni.

Un sondaggi condotto da AIMA ed Eurohedge tra gli investitori ha trovato che il 76% ritiene che il piano sia stato un parziale successo, mentre solo il 16% lo definisce un successo. Erano al 72% soltanto un anno fa. E il 44% crede che il potenziale delle misure in atto sia basso, mentre il 9% che non esista affatto.

Rafforzamento yen contrasta efficacia Abenomics

L’Abenomics è stato concepito su tre pilastri: stimoli monetari, taglio del deficit (anche tramite aumenti di tasse) e riforme strutturali. I primi servivano a far guadagnare tempo al governo, affinché potesse risanare i conti pubblici e varare le riforme necessarie a ravvivare la crescita economica nel medio-lungo termine. Eppure, sono rimasti quasi misure isolate, che hanno inizialmente sospinto gli indici azionari, ma senza effetti concreti e duraturi sull’economia.

L’apprezzamento dello yen di questi ultimi mesi (il cambio è sceso ieri sotto quota 106 contro il dollaro) potrebbe spingere la banca centrale a intervenire con l’annuncio di nuovi stimoli a giorni. Rispetto all’arrivo di Abe al governo, lo yen è oggi più debole del 25% contro il biglietto verde e di circa il 7-8% contro l’euro, ma su base annua, oggi registra un rafforzamento di quasi il 15% contro entrambi. Un cambio di passo rovinoso per l’industria nazionale e che fa presagire un nuovo scivolamento verso la deflazione.

 

 

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Argomenti: Abenomics, Economie Asia