Sul blog di Beppe Grillo il sondaggio contro Re Giorgio

Beppe Grillo chiede agli iscritti del Movimento 5 Stelle "Qual è stato l'atto più grave?" del Presidente della Repubblica

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Beppe Grillo chiede agli iscritti del Movimento 5 Stelle

Nuovo attacco del Movimento 5 Stelle al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Questa volta i grillini lanciano sul blog di Beppe Grillo un sondaggio per invitare a votare l’atto più grave commesso da Re Giorgio. Sul Blog si legge che Il Presidente della Repubblica si comporta ormai da anni come se fosse il sovrano indiscusso dello Stato, avendo accettato il suo secondo mandato per poter, in questo modo, gestire le istituzioni italiane, incluso il Parlamento. Sempre sul blog si continua che il Presidente ha commesso errori anche gravissimi, che ne inficiano l’attendibilità sia politica sia rappresentativa agli occhi dei cittadini italiani. Tali errori, si afferma sul blog di Beppe Grillo, non possono essere permessi a una carica importante come quella della Presidenza della Repubblica e si termina chiedendo “Secondo voi, qual è stato l’atto più grave che ha compiuto il presidente Napolitano, quello che non potete perdonare e per il quale vorreste che si dimettesse Partecipate al nostro sondaggio” Le possibilità di scelta del sondaggio sono. 1 – Il fallimento del suo governo delle ‘larghe intese’, poi diventate ‘strette’, ed infine decimato dalle dimissioni di ministri inadeguati. 2 – La distruzione delle intercettazioni tra lui e Nicola Mancino nell’ambito della cosiddetta trattativa stato-mafia. Un atto gravissimo, un’offesa alla trasparenza, tanto più se coinvolge il garante supremo delle istituzioni. 3 – Il suo silenzio quando nel 1997, da ministro degli interni, le dichiarazioni di Carmine Schiavone sul disastro criminale e ambientale della terra dei fuochi vennero secretate, e lui non fece nulla pur sapendo tutto. 4 – La sua responsabilità in questa marcia forzata, condotta al ritmo dell’austerity, verso gli stati uniti d’Europa, nel nome della religione delle banche e della spoliazione dei diritti politici di mezzo miliardo di cittadini europei.

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