Stress-test, banche sotto esame BCE: ecco le italiane coinvolte

Stress-test sulle banche europee più importanti, tra cui 5 italiane: cosa sono e perché sono importanti.

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Stress-test sulle banche europee più importanti, tra cui 5 italiane: cosa sono e perché sono importanti.

I risultati sugli stress-test condotti dall’Eba (“European banking authority”), organismo della BCE presieduto dall’italiano Andrea Enria e preposto al monitoraggio delle principali banche europee, saranno resi noti il prossimo 29 luglio. In quella data, avremo modo di verificare lo stato di salute di 53 istituti con sede nella UE, di cui 29 appartenenti all’Eurozona, insieme pari al 70% del sistema bancario europeo.

Tra questi compaiono 5 italiani: Unicredit, Intesa-Sanpaolo, MPS, Ubi Banca e Banco Popolare.

A differenza dei precedenti esami, di cui l’ultimo realizzato nel corso del 2014, la BCE non richiederà alle banche monitorate un capitale minimo in situazioni di stress. Ciò si presta a una doppia considerazione: da una parte, gli istituti eviteranno una bocciatura secca sulla base dei numeri, dall’altra potrebbero essere chiamati a rafforzare il loro patrimonio anche quelli che mostrano un grado di robustezza formalmente superiore ai requisiti minimi imposti meno di due anni fa.

Criteri stress-test

Gli stress-test simulano due scenari, di cui uno avverso, per testare la resistenza della singola banca al deterioramento delle condizioni macroeconomiche esterne e con impatto sul credito. Rispetto allo scenario di base, s’immagina una deviazione negativa per il pil della UE del 3,1% quest’anno e cumulato del 7,1% al 2018, corrispondente a una recessione dell’1,2% quest’anno e dell’1,3% nel 2017.

Per l’Italia, le condizioni avverse immaginate corrisponderebbero a un calo cumulato del pil del 5,9% nel triennio, a un crollo della borsa di quasi il 29% quest’anno e di oltre il 25% nel 2017. Si tengono in considerazione i prezzi delle materie prime, del mercato immobiliare, mentre l’impatto dei tassi negativi viene valutato solo parzialmente sui bilanci bancari. Tra i rischi simulati compaiono quelli del credito e del debito sovrano.

 

 

 

 

Guida per mercato

Perché questi test sono considerati così importanti dal mercato e vengono temuti dagli esaminati? Essi segnalano i casi di criticità sul mercato del credito, eventualmente obbligando gli interessati a una “capital guidance”, la quale, però, non potrà imporre limitazioni alla distribuzione dei dividendi.

Gli investitori hanno modo di capire chi e in quale misura sia affetto da un ammanco di capitale e, pertanto, potranno ponderare con maggiore raziocinio il valore delle azioni di ciascun istituto, sulla base dei fondamentali.

E’ chiaro, però, che le banche che dovessero uscire sostanzialmente bocciate dall’Eba, per quanto non in maniera formale, dovranno avviare azioni per il raggiungimento dei target di adeguatezza patrimoniale.

Salvataggio banche italiane dopo stress-test

Nel caso specifico, però, le banche italiane peggio messe da un punto di vista del capitale, partendo da MPS, attendono l’appuntamento di fine luglio con un cuore più leggero che qualche settimana fa. Il perché lo si comprende dal fatto, che solamente dopo la pubblicazione dei risultati degli stress-test, essendo chiara la situazione specifica per ciascuna di loro, il governo italiano potrà concludere con la Commissione europea un’intesa per la ricapitalizzazione diretta degli istituti a rischio risoluzione o altre forme di sostegno nei loro confronti.

L’obiettivo di Roma è di evitare di gravare i piccoli investitori privati, ovvero gli obbligazionisti subordinati, delle perdite derivanti dall’applicazione del bail-in. E’ notoria la posizione opposta della Germania, che preme per il “burden sharing”. Su questo punto sono incentrate da settimane le trattative con Bruxelles, le quali non potranno essere concluse prima del 29 luglio, quando sarà finalmente chiaro chi e per quanti miliardi abbia bisogno di un sostegno pubblico.

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