Stipendio Tridico (Inps), ecco i fatti e una lezione: chi di gogna ferisce …

Il presidente dell'Inps ha ricevuto un maxi-rialzo dello stipendio a 150.000 euro. Il Movimento 5 Stelle finge di non sapere, ma l'aumento è avvenuto con Luigi Di Maio ministro del Lavoro.

di , pubblicato il
Il presidente dell'Inps ha ricevuto un maxi-rialzo dello stipendio a 150.000 euro. Il Movimento 5 Stelle finge di non sapere, ma l'aumento è avvenuto con Luigi Di Maio ministro del Lavoro.

Pasquale Tridico non ha intenzione di dimettersi, respingendo le accuse che gli stanno piovendo addosso, dopo che uno scoop di Repubblica ha portato alla luce un aumento del suo stipendio dai precedenti 62 mila euro, salito così a 150 mila euro annui lordi. Il presidente dell’Inps smentisce che sia retroattivo, sostenendo che non sia vera la notizia dei 100 mila euro riconosciutigli per far decorrere l’aumento dal maggio 2019. Ma trattasi di una mezza bugia: egli avrebbe diritto a percepire l’aumento a decorrere dal 15 aprile di quest’anno, mese in cui fu rinnovato il cda, di cui assunse la presidenza. Dunque, il quotidiano avrebbe riportato una notizia di per sé fondata.

Caso Tridico: l’INPS risponde alle accuse di Repubblica: “nessun compenso retroattivo”

Come sono andati i fatti? Tridico prese le redini dell’istituto di previdenza nel maggio dello scorso anno, succedendo a Tito Boeri. In teoria, il cda avrebbe dovuto essere nominato subito dopo, ma la crisi del governo “giallo-verde” ne ritardò l’iter. La nomina dei consiglieri di amministrazione, quindi, è arrivata solamente nella primavera scorsa.

Nel frattempo, la legge 26 del 2019, quella che istituì il reddito di cittadinanza, stabiliva che i redditi dei vertici dell’Inps fossero fissati con apposito decreto. A Tridico, in base a una direttiva della presidenza del consiglio del 2001, sarebbero spettati 240 mila euro. Tuttavia, sembra che l’allora ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, abbia optato per un aumento più contenuto a 150 mila euro, +88 mila rispetto al compenso sino ad allora percepito dal neo-nominato.

L’aumento è arrivato con decreto interministeriale solo il 7 agosto scorso, firmato dal ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, e da quello all’Economia, Roberto Gualtieri.

Vogliamo essere chiari: in questa vicenda non c’è un solo atto illegale. Tutto è avvenuto in piena conformità alle leggi, sebbene le critiche a Tridico possano perlopiù essere considerate corrette. Anzitutto, perché i paladini della trasparenza sono stati colti con le mani nella marmellata per l’ennesima volta in pochi mesi: i “grillini” fingono di cadere dalle nuvole, ma sono stati il loro governo e i loro ministri ad occuparsi, in tutto o in parte, del ritocco all’insù dell’emolumento.

La gogna che Tridico volle per gli altri

Secondariamente, Tridico è lo stesso presidente dell’Inps, che in piena estate comunicò agli italiani che 5 parlamentari avessero fatto richiesta del bonus 600 euro, mandando su tutte le furie l’opinione pubblica (giustamente), nonostante il fatto non solo non costituisse reato, anzi fosse avvenuto in perfetta legalità, sfruttando le maniche larghe di una norma del governo assai generosa. Per quale ragione avrebbe dovuto esporre alla gogna alcuni deputati, il cui comportamento è stato certamente censurabile, pur non spettando all’Inps additarlo alla cittadinanza?

Bonus 600 euro ai deputati, l’Inps di Tridico fa politica e cancella lo stato di diritto

Terzo, l’aumento dello stipendio di Tridico è avvenuto in una fase a dir poco delicata per l’ente da lui presieduto, accusato per mesi da milioni di italiani di avere erogato con ritardo, anche notevole, i sussidi a cui avevano diritto per sopperire all’assenza di entrate economiche durante il “lockdown”. In un’azienda privata, i vertici vengono premiati se hanno fatto bene il loro lavoro, mentre nel caso dell’Inps consentiteci di dubitare che sia stato così. Sarebbe servita una discussione più approfondita, fatto salvo che 150 mila per una carica dalla così grande responsabilità potrebbero pure essere considerati pochi. Ma questo criterio di giudizio o vale per tutti o per nessuno.

In altre parole, Tridico rimprovera agli altri l’atteggiamento che egli stesso tenne poche settimane fa nei confronti di una cinquina di eletti dal popolo. Situazioni diverse? Certo, ma è opinabile che nel pieno di una pandemia e di una crisi economica senza precedenti in tempi di pace, i vertici dell’ente beneficino di un così cospicuo innalzamento degli stipendi.

E tutto questo avviene nel mondo pentastellato, lo stesso che ha festeggiato il taglio di 345 parlamentari, adducendo ragioni di risparmio dei denari pubblici, quando ogni giorno emergono spese a dir poco spropositate da parte di alcuni esponenti di spicco dell’M5S. Pensate che il solo staff di Di Maio alla Farnesina costa ai contribuenti 711.580 euro l’anno. Quello del predecessore Enzo Moavero Milanesi pesava per soli 200 mila.

[email protected] 

 

 

Argomenti: , ,