Stipendi manager della finanza: sul podio anche un italiano

Larry Fink è il supermanager della finanza che guadagna di più in assoluto.

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Stipendi in Italia

I top manager della finanza globale possono vantare stipendi da capogiro globale. Possono ritenersi tutto sommato delle figure privilegiate nel contesto storico attuale, con retribuzioni davvero invidiabili se confrontate con quelle delle altre professioni. In un recente approfondimento del Corriere della Sera sono stati presi in esame i superstipendi dei manager della finanza. A sorpresa sul podio c’è anche un italiano (terzo posto per lui). Per i primissimi si parla di cifre da capogiro a 7 zeri, ma anche i top manager del nostro Paese si difendono piuttosto bene.

Stipendi manager della finanza: Larry Fink irraggiungibile

Il primo posto della classifica degli stipendi dei top manager della finanza internazionale va a Larry Fink. Il co-fondatore, amministratore delegato e presidente di BlackRock (gruppo attivo nella gestione del risparmio) ha ricevuto una retribuzione pari a 30 milioni di dollari (pari a 25,5 milioni di euro) nel 2020.

In seconda posizione, a debita distanza da Fink, troviamo Charles F. Lowrey, presidente e Ceo di Prudential, gruppo assicurativo americano: il suo guadagno è stato di 14 milioni di sterline, pari a 16,4 milioni di euro.

Top manager della finanza italiana: gli italiani più ricchi

Sul terzo gradino del podio sale il ticinese Sergio Ermotti (ex presidente di Ubs dal 2011 al 2020), che è riuscito a incassare nell’anno della pandemia qualcosa come 13,3 milioni di franchi svizzeri, corrispondenti a 12 milioni di euro. Riflettori accesi anche su Mario Greco, attuale amministratore delegato del gruppo assicurativo Zurich: per lui 8,8 milioni di franchi svizzeri nel 2020, per un totale di 7,94 milioni di euro.

Greco si è formato in Mc Kinsey, per poi costruire la propria carriera restando fedele al settore assicurativo: prima in Ras, quindi in Allianz, poi a EurizonVita e Zurich, prima dell’approdo a Generali, dove il suo incarico è durato fino al 2016.

È tornato in Svizzera nello stesso anno, stavolta però come numero uno del gruppo assicurativo elvetico.

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