Stipendi in contanti addio, rivoluzione dal 1° luglio: ecco tutti i divieti e chi sarà esente

I divieti della nuova normativa sul pagamento degli stipendi: che cosa cambia dal 1 luglio.

di Chiara Lanari, pubblicato il
I divieti della nuova normativa sul pagamento degli stipendi: che cosa cambia dal 1 luglio.

Nella Legge di Stabilità 2017 è contenuta una norma che sarà operativa a partire dal prossimo 1° luglio. La maggior parte dei datori di lavoro dovranno dire addio ai contanti per il pagamento dello stipendio. Una vera e propria rivoluzione, che implicherà numerosi divieti. Non tutti però saranno obbligati a non usare il contante per la retribuzione ai propri dipendenti. Scopriamo dunque quali sono tutti i divieti della nuova normativa sul pagamento degli stipendi e quali invece sono le categorie per cui vale l’esenzione.

I divieti della nuova legge

Dal prossimo 1° luglio sarà bandita per i datori di lavoro e committenti la retribuzione dello stipendio o della somma pattuita attraverso i contanti. Le uniche forme di pagamento ad essere consentite saranno il bonifico ordinario, gli strumenti di pagamento elettronico e l’assegno circolare (consegnato) o bancario. La norma si riferisce ai rapporti di lavoro di tipo subordinato, co.co.co. Non saranno esenti nemmeno le cooperative. L’obiettivo è di estirpare la pratica diffusa di alcuni datori di lavoro, attraverso cui il dipendente viene pagato in contanti e la somma di denaro è inferiore rispetto all’importo pattuito come da contratto.

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Gli altri divieti nell’utilizzo di contante riguarderanno:

  • le operazione superiori a 500 euro da parte dei compro oro
  • somme superiori a 10.000 euro per gli agenti di viaggio e attività di commercio al minuto
  • fino a 3.000 euro nel settore dei giochi, così come per la riscossione di eventuali vincite

Chi è esentato dalla nuova normativa

Come anticipato nel paragrafo introduttivo, il divieto di utilizzo dei contanti come forma di pagamento per corrispondere la retribuzione non varrà per tutti. Non saranno interessati i rapporti di lavoro con la P.A. (Pubblica Amministrazione) e per badanti e colf che lavorano 4 ore (o più) al giorno presso lo stesso datore di lavoro.

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Argomenti: Economia Italia

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