Stipendi dipendenti Parlamento: l’altra casta

La vera casta è quella rappresentata dagli oltre 2000 dipendenti parlamentari che con i loro stipendi, in alcuni casi, superano il compenso annuo del Presidente della Repubblica.

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
La vera casta è quella rappresentata dagli oltre 2000 dipendenti parlamentari che con i loro stipendi, in alcuni casi, superano il compenso annuo del Presidente della Repubblica.

I privilegi che Montecitorio e Palazzo Madama offrono non sono limitati ai parlamentari ma si estendono a tutti coloro che lavorano in Parlamento. Un esercito di dipendenti, commessi, uscieri con stipendi da capogiro rappresentano l’altra faccia della medaglia della casta dei privilegiati che non conosce sacrifici. A parlare sono i numeri: più di duemila dipendenti, di cui 800 a Palazzo Madama e 1540 a Montecitorio che costano in un anno mezzo miliardo di euro. Gli stipendi dei dipendenti parlamentari non riflettono i sacrifici che il Paese sta facendo per uscire dalla crisi, anzi, c’è anche tra loro chi guadagna più del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Sul gradino più basso dei dipendenti parlamentari troviamo la figura di assistente tecnico-operativo, tra cui troviamo i commessi e i barbieri. Non appena assunti il loro stipendio lordo è di 2.482 euro a Palazzo Madama e di 2.338 a Montecitorio. Dopo un anno il primo aumento che porta gli stipendi a salire rispettivamente a 2.659 e 3.199 euro. Dopo 40 anni di lavoro lo stipendio arriva a essere 10.477 euro mensili, che moltiplicato per 15 mensilità porta ad un guadagno annuale di 157.500 euro con un aumento netto del 400% rispetto al primo anno. Gli addetti amministrativi, invece, partono da uno stipendio all’assunzione di circa 3 mila euro per arrivare a superare i 12 mila euro a fine carriera. I funzionari, d’altra parte, a fine carriera arriva a percepire uno stipendio di oltre 17 mila euro e i dirigenti giungono a sfiorare i 27 mila euro mensili. Le fasce retributive dei dipendenti parlamentari vanno da un minimo di 67 mila euro annui per i livelli più bassi, fino a  arrivare a  167 mila euro all’anno per i consiglieri parlamentari, superati di gran lunga dallo stipendio del segretario generale di Montecitorio che è di 406.399 euro annui. Questa è la vera casta che non conosce il sacrificio della rinuncia, che non è toccata dalla crisi economica e che speriamo sarà ridimensionata dall’austerity proposta dai nuovi presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso.

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Argomenti: Politica