Stime crescita, Fitch le taglia e avverte: rischi da populismo M5S in Italia

La crescita economica dell'Italia è stata stimata al ribasso da Fitch, che ha limato anche il pil mondiale e quello atteso per USA ed Eurozona. L'agenzia di rating lancia l'allarme populismo Movimento 5 Stelle.

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La crescita economica dell'Italia è stata stimata al ribasso da Fitch, che ha limato anche il pil mondiale e quello atteso per USA ed Eurozona. L'agenzia di rating lancia l'allarme populismo Movimento 5 Stelle.

Le stime di crescita per l’Italia sono state limate stasera dall’agenzia di rating Fitch dal +1% allo 0,9% per il 2017, mentre restano invariate allo 0,8% quest’anno e al +1% nel 2018. Per tutto il triennio, prevede una performance dell’economia italiana inferiore a quella dell’Eurozona, il cui pil è atteso in aumento dell’1,6% quest’anno (da +1,7%) e del +1,4% per il prossimo biennio. Rafforzati i rischi di deflazione per via della bassa crescita, bassi aumenti dei salari e dei prezzi. Ma è l’allarme populismo in Italia, ma non solo, ad essere il vero monito dell’istituto quest’oggi.

Fitch paventa il rischio di un’ascesa del Movimento 5 Stelle, nel caso di sconfitta del governo Renzi al referendum costituzionale di dicembre, sostenendo che gli euro-scettici guidati da Beppe Grillo metterebbero a repentaglio il processo riformatore dell’attuale esecutivo, compromettendo la crescita dell’economia. (Leggi anche: Crescita economia italiana verso l’azzeramento tra banche e referendum)

Ma l’istituto ritiene che il populismo avanzi anche in altre realtà e spiega come rischi possano arrivare anche dalle prossime elezioni in Francia e Germania, a causa dell’emergenza immigrazione, dell’aumento delle diseguaglianze e del risentimento crescente dei popoli verso l’establishment.

Stime negative anche per la crescita degli USA, tagliata per quest’anno dal +1,8% al +1,4%, il tasso più basso dal 2009, salvo risalire al +2% e al +2,2% rispettivamente per gli anni 2017 e 2018. Anche l’economia mondiale è attesa meno dinamica, in crescita quest’anno del 2,4% dal +2,6% stimato a luglio, ma con un’accelerazione per il biennio prossimi al +2,8% e +2,9%. (Leggi anche: Economia USA, recessione dopo le elezioni?)

 

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