Stiglitz: Il Salvataggio delle Banche Spagnole ‘Non Funzionerà’

Per Stiglitz l'unica soluzione è l'unione fiscale tra i paesi europei, ma solo con una politica che promuova la crescita

di Carmen Gallus, curatrice Dall'Estero, pubblicato il
Per Stiglitz l'unica soluzione è l'unione fiscale tra i paesi europei, ma solo con una politica che promuova la crescita

NEW YORK, 10 giugno (Reuters) – Il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz ritiene che il piano Europeo di prestare denaro alla Spagna per salvare alcune delle sue banche non può funzionare, perché il governo e gli istituti di credito del paese in realtà dovranno sostenersi l’un l’altro: “Il sistema … è che il governo Spagnolo salva le banche Spagnole, e le banche Spagnole salvano il governo Spagnolo” ha dichiarato in un’intervista.

Il piano di prestare alla Spagna fino a 100 miliardi di euro, concordato Sabato tra i ministri delle finanze della zona euro, supera le più alte stime sulle esigenze delle banche Spagnole, che sono state colpite dallo scoppio di una bolla immobiliare, dalla recessione e dalla disoccupazione di massa.

Il piano di salvataggio potrebbe aggiungere un altro 10 per cento al rapporto debito/Pil della Spagna, che è già previsto arrivare a quasi l’80 per cento alla fine del 2012, in crescita dal 68,5 della fine del 2011. Questo potrebbe rendere più difficile e più costoso per il governo vendere obbligazioni agli investitori internazionali.

Con le banche Spagnole, compresa la Banca di Spagna, come principali acquirenti del nuovo debito spagnolo nel 2011 – secondo un rapporto della banca centrale Spagnola – il rischio è che il governo potrebbe dover chiedere aiuto alle stesse istituzioni che ora ha l’intenzione di aiutare.

E’ economia voodoo“, ha detto Stiglitz in un’intervista venerdì, prima che venisse siglato l’accordo del fine settimana per aiutare la Spagna e le sue banche. “Non funzionerà e non sta funzionando”.

Invece, l’Europa dovrebbe accelerare la discussione di un sistema bancario comune, ha detto. “Non c’è modo, quando l’economia va in recessione, di poter sostenere politiche per la ripresa della crescita, senza una forma di sistema Europeo”.

Stiglitz, ex consigliere economico del Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, è un critico di lunga data dei pacchetti di austerità. Ha anche scritto dei libri in cui attacca il Fondo Monetario Internazionale per le politiche imposte ai paesi in via di sviluppo come condizione per i prestiti di emergenza.

Stiglitz ha dichiarato che ciò che l’Unione Europea ha fatto finora è stato poco e sbagliato, perché le misure di austerità per ridurre il rischio hanno l’effetto di abbattere la crescita e aumentare il debito:

Mettere delle barriere antincendio quando si versa del cherosene sul fuoco, non può funzionare. Bisogna affrontare realmente il problema di fondo, e cioè, bisogna promuovere la crescita”.

Piuttosto, per risolvere la crisi del debito occorrono delle riforme radicali che portino a un’unione fiscale europea, che rafforzino la moneta unica e, alla fine, aiutino la Germania che, da paese più ricco dell’unione, dovrà sostenere il costo più elevato per garantire i vari debiti che sono stati emessi e fornire maggiori risorse per aumentare la spesa pubblica.

La Germania continua a dire che per rafforzarsi occorre la disciplina fiscale, ma questa è una diagnosi completamente sbagliata“, ha detto Stiglitz.

Alla fine di giugno la Germania dovrebbe proporre una tabella di marcia verso un’unione fiscale Europea, ma Berlino considera gli eurobonds, sostenuti da tutti i governi della zona, solo come un obiettivo a medio termine, una volta che gli altri paesi abbiano sistemato i loro ingenti debiti e deficit di bilancio attraverso misure di austerità, in modo da non mettere le mani nelle tasche profonde di Berlino.

Gli eurobonds sono solo uno degli assetti istituzionali che potrebbero funzionare, ce ne sono altri: un Tesoro comune“, ha detto Stiglitz, aggiungendo che in ultima analisi, “ci deve essere un modo per aumentare le entrate dell’Europa, in modo da sostenere i paesi più deboli in caso di una recessione economica. “

Mentre le economie di Spagna, Grecia, Italia e Portogallo si stanno contraendo, la Germania è cresciuto dello 0,5 per cento nel primo trimestre. Il divario nella zona euro in molti casi riflette i programmi di austerità per affrontare i problemi di debito e deficit.

I critici affermano che l’obiettivo del taglio dei costi sta aggravando la crisi dell’Europa e mette a repentaglio il futuro della moneta unica. Le elezioni Greche della prossima settimana potrebbero portare al potere dei partiti che si oppongono alle dure condizioni fissate nel piano di salvataggio dell’UE e del Fmi e aumentano le possibilità che la Grecia lasci la zona euro. “La Germania dovrà affrontare la questione, se vuole pagare il prezzo che seguirebbe alla dissoluzione dell’euro, o preferisce pagare il prezzo di mantenere l’euro” ha detto Stiglitz. “Penso che il prezzo che la Germania dovrebbe pagare se l’euro cade a pezzi sarebbe superiore al prezzo da pagare per preservare l’euro. Spero che arrivino a rendersene conto, ma potrebbe non essere così.

L’ultimo libro di Stiglitz, “The Price of Inequality: How Today’s Divided Society Endangers Our Future” sarà pubblicato lunedi. Nel libro si contesta l’idea che la disuguaglianza sia un male inevitabile e necessario per sostenere l’espansione economica.

Potremmo avere più crescita e meno disuguaglianze“, ha detto Stiglitz, “così potremmo fare di meglio in entrambe le direzioni contemporaneamente.

Articolo originale: Joseph Stiglitz: Spain Bank Bailout ‘Not Going To Work’

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