Stiglitz alla Svizzera: svalutate il franco, errore la fine del cambio minimo

Il Premio Nobel per l'Economia, Joseph Stiglitz, invita la banca centrale svizzera a indebolire il cambio, giudicando un errore la fine del cambio minimo.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Il Premio Nobel per l'Economia, Joseph Stiglitz, invita la banca centrale svizzera a indebolire il cambio, giudicando un errore la fine del cambio minimo.

Partecipando a un forum economico a Lugano, in Svizzera, l’ex capo-economista della Banca Mondiale e Premio Nobel dell’Economia, Joseph Stiglitz, ha attaccato la Schweizerische National-Bank (SNB), la banca centrale del paese alpino, sostenendo che avrebbe commesso un errore, quando all’inizio di quest’anno ha deciso di abbandonare la difesa del cambio minimo, perché la sua economia starebbe oggi meglio con l’ancoraggio del franco svizzero all’euro. E’ ingiusto, spiega, che l’economia reale subisca le conseguenze dei movimenti che si realizzano sul mercato dei capitali. Stiglitz, noto per le sue posizioni keynesiane, giudica corretta l’adozione dei tassi negativi, ma li considera insufficienti, per cui invita la banca centrale elvetica a intervenire di nuovo sul mercato del cambio.

La possibile reazione della SNB

In Svizzera si guarda con attenzione alle prossime mosse della BCE, che ha annunciato il possibile varo dal board di dicembre di nuovi stimoli monetari, ovvero il potenziamento degli acquisti di bond attuati con l’attuale “quantitative easing” sin dal marzo scorso. Se ciò fosse confermato, l’euro potrebbe indebolirsi e il franco tornerebbe a rafforzarsi a livelli di guardia. Dal luglio scorso, infatti, dopo l’allentamento delle tensioni nell’Eurozona sul caso Grecia, il cambio tra le due valute è risalito nel range 1,05-1,10, che sarebbe quello informalmente perseguito dal governatore Thomas Jordan dopo l’abbandono il 15 gennaio scorso del cambio minimo di 1,20. A dire il vero, anzi, è da circa 3 mesi e mezzo che il franco non si chiude sotto 1,07 contro la moneta unica.        

Riserve Svizzera già elevate

La SNB avrebbe a sua disposizione diverse munizioni. Anzitutto, potrebbe aumentare le già immense riserve valutarie, che ammontano all’80% del pil, fino a portarle verosimilmente a non oltre il 120% del pil. E potrebbe anche tagliare ulteriormente i tassi negativi sui depositi delle banche, ad oggi al -0,75%. Tuttavia, prima di compiere un simile passo, è probabile che l’istituto si decida ad allargare la base imponibile del suo intervento, dato che i tassi penalizzanti graverebbero su non più di un terzo dei depositi a vista delle banche, non intaccando quelli di minore entità.

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Argomenti: cambio minimo, Economie Europa, franco svizzero, Franco svizzero, stimoli monetari, tassi negativi