Stato di emergenza prorogato fino al 31 gennaio? Ecco cosa cambia

Con la proroga dello stato di emergenza sarà esteso fino al prossimo 31 gennaio l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto dalle 18 alle 6.

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Nella giornata di ieri, in occasione della visita di una scuola media a San Felice a Cancello (provincia di Caserta), il premier Giuseppe Conte ha annunciato che il governo intende chiedere al Parlamento la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021. Al momento, la data ultima è stata fissata al giorno 15 ottobre. La scelta dell’esecutivo è direttamente collegata con l’evoluzione epidemiologica del coronavirus, alla luce dell’aumento dei casi e della riapertura dei centri di terapia intensiva allestiti per il Covid la scorsa primavera, quando l’Italia dovette affrontare una delle sue prove più dure dopo la seconda guerra mondiale.

 

Quali sono le conseguenze di tale scelta? Presentiamo una breve panoramica di quello che accadrà da qui alle prossime settimane, quando il governo riceverà il via libera da parte delle due Camere alla proroga.

Uso generalizzato dello smart working

In primis, la proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio del prossimo anno ha come conseguenza diretta la possibilità da parte di aziende e imprenditori di imporre l’uso generalizzato dello smart working ai propri dipendenti, senza passare per gli accordi individuali previsti invece dalla normativa attuale.

Obbligo del tampone

Inoltre, verrà confermato l’obbligo del tampone ai cittadini che arrivano in Italia da Francia, Spagna, Malta, Grecia e Croazia. Nello specifico, per quanto riguarda la Francia l’obbligo vige soltanto per chi risedie in Corsica, Occitania, Nuova Aquitania, Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Ile-de-France, Hauts-de-France, Alvernia-Rodano-Alpi.

Utilizzo delle mascherine

Con la proroga dello stato di emergenza sarà esteso fino al prossimo 31 gennaio l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto dalle 18 alle 6 del mattino seguente in tutti quei luoghi dove si possono creare assembramenti, come ad esempio nelle principali piazze dei comuni italiani o nelle vie più battute da residenti ed eventuali turisti.

Inoltre, è possibile che qualora la situazione si aggravi si possa procedere con l’obbligo di utilizzare le mascherine all’aperto in qualsiasi ora del giorno e in qualsiasi circostanza (soluzione già adottata in Campania, Calabria e Sicilia).

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