Stati Uniti, Manovre elettorali. L’incertezza dei mercati

Il punto della settimana sui mercati di Olivier De Berranger, Chief Investment Officer di La Financière de l’Echiquier

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il punto della settimana sui mercati di Olivier De Berranger, Chief Investment Officer di La Financière de l’Echiquier

I mercati azionari, in territorio negativo nella penultima settimana di ottobre, hanno messo a segno un forte rimbalzo a fine mese. La dinamica, innescata essenzialmente da elementi tecnici e dai buoni risultati aziendali, è stata sostenuta – una volta tanto – dalle dichiarazioni di Donald Trump.

Il presidente americano ha infatti annunciato giovedì che i negoziati commerciali con la Cina stanno procedendo e che è sua intenzione incontrare il leader cinese Xi Jinping in occasione del prossimo vertice del G20 in Argentina. Questa volontà, stando alla stampa cinese, è condivisa da Xi Jinping. La stessa ha anche riferito dello scambio tra i due leader riaffermando l’auspicio del presidente cinese di giungere a un accordo. E’ naturalmente ancora troppo presto per manifestare contentezza visti gli innumerevoli colpi di scena che hanno scandito i rapporti tra i due paesi da quando è iniziata la «guerra commerciale». Del resto, se la conferma del contenuto di questi scambi da parte di fonti cinesi lascia pochi dubbi sulla loro autenticità, la tempistica scelta da Donald Trump non è del tutto indifferente a pochi giorni dalle elezioni di metà mandato.

Previste per oggi, 6 novembre, queste ultime rimettono in gioco i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e 35 seggi su 100 per il Senato. Il presidente americano, particolarmente coinvolto nella campagna al punto di aver accennato a un referendum sulla sua persona, ha davvero interesse a moltiplicare gli annunci vittoriosi visto che il campo repubblicano rischia grosso. Il partito di D. Trump potrebbe infatti mantenere la sua maggioranza risicata in Senato ma perderla alla Camera dei Rappresentanti. Ora, se i Democratici dovessero riprendersi la camera bassa Trump avrebbe un margine di manovra notevolmente ridotto. Anche se lo scenario estremo dell’avvio di una procedura di impeachment nei confronti del presidente è poco probabile visto che richiede una maggioranza dei due terzi in Senato, sono ipotizzabili una paralisi parlamentare, il blocco delle nomine legali o l’apertura di nuove indagini.

Dal punto di vista dei mercati, la presa di potere dei Democratici alla Camera dei Rappresentanti potrebbe essere vista inizialmente come un elemento positivo. Oltre ai progressi registrati da Trump nei confronti della Cina, il cambio di maggioranza aumenterebbe in modo significativo le possibilità di una distensione con la stessa e influirebbe positivamente sulla problematica commerciale a livello mondiale. Mentre gli stipendi continuano ad aumentare negli Stati Uniti, i tassi a breve crescono e la fine del ciclo sembra profilarsi in modo più nitido, non lascia necessariamente ben sperare l’ipotesi di un’opposizione parlamentare tra una Camera democratica e un Senato repubblicano. Per ora, la reazione dei mercati di fronte a questa scadenza elettorale sembra alquanto imprevedibile.

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Argomenti: Presidenza Trump