Stati Uniti d’Europa: un progetto lungo 70 anni

Un breve excursus storico sul «Progetto Europa»: la cooperazione economico-politica nel Vecchio Continente e l’ascesa della Germania nello scacchiere europeo. Tutto ebbe inizio nel 1943 quando tre economisti francesi…

di Stefano Fugazzi, pubblicato il
Un breve excursus storico sul «Progetto Europa»: la cooperazione economico-politica nel Vecchio Continente e l’ascesa della Germania nello scacchiere europeo. Tutto ebbe inizio nel 1943 quando tre economisti francesi…

A quasi tre anni di distanza dallo scoppio del «caso Grecia» nell’autunno 2009, l’Europa sembra aver finalmente definito un piano per il salvataggio e il rilancio economico del Vecchio Continente. La bozza illustrata a Bruxelles la scorsa settimana, infatti, delinea per sommi capi l’Europa che verrà. L’Eurogruppo intende rafforzare l’unione economica e politica dei paesi membri e quindi portare gradualmente a compimento un progetto ideato nella prima metà degli anni ’40 del XX secolo (Eurobond e Stati Uniti d’Europa: una rischiosa scommessa a lungo termine).  

I PADRI FONDATORI DEL «PROGETTO EUROPA»

Il «Progetto Europa» porta le firme di tre economisti francesi: Jean Monnet, François Perroux e Robert Schuman. Jean Monnet, francese di nascita, per diversi anni è stato consigliere di Charles de Gaulle e ministro delle finanze. Nel 1943, quando il Reich nazista è ormai prossimo alla caduta, Monnet è il primo ad auspicare la creazione di un soggetto politico paneuropeo. Significative sono, infatti, le parole usate in occasione dell’inaugurazione del Comitato Francese di Liberazione Nazionale: «Non ci sarà mai pace in Europa se gli Stati si ricostituiranno su una base di sovranità nazionale. Ciò presuppone che gli Stati d’Europa formino una federazione o un’entità europea». A François Perroux va, invece, il merito di aver teorizzato – sempre nel 1943 – la creazione di una moneta unica e di una banca centrale in grado di governare gli equilibri economici di questa futura entità sovranazionale. L’altra figura chiave nella costruzione dell’Europa Unita è Robert Schuman. Lussemburghese di nascita, figlio di un francese dell’Alsazia Lorena e di passaporto tedesco, si laurea in Germania presso l’università di Bonn. Ricopre per diversi anni la carica di Ministro degli Esteri del governo francese ed è a lui attribuita la paternità della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA), la progenitrice dell’Unione Europea.  

DA YALTA ALLA CREAZIONE DEGLI STATI UNITI D’EUROPA: LA CADUTA E L’ASCESA DELLA GERMANIA

Con la Dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950 ha inizio il progetto di cooperazione europea, anche se è prematuro parlare già di Europa Unita perché Il Vecchio Continente di quegli anni è diviso in due blocchi: a Est l’area filo-sovietica, a Ovest le democrazie delle ex forze Alleate. Sul finire della Seconda Guerra Mondiale, nel febbraio del 1945 Churchill, Roosevelt e Stalin decidono di dividere l’Europa in aree d’influenza e isolare la Germania allo scopo di garantire al Vecchio Continente una maggiore stabilità politica e, quindi, evitare il rinstaurarsi di regimi totalitari simili a quello nazista. In seguito alla divisione dell’Europa in due aree d’influenza, l’ambizioso progetto di unificazione politica ed economica fortemente voluta dai francesi stenta a decollare. Per rilanciare il «Progetto Europa» (Sarà la teoria economica o la storia a decretare la fine del Progetto Europa?) e rimediare agli errori di Yalta – ovvero l’esclusione dallo scacchiere politico ed economico del Vecchio Continente della Germania dell’Est e di una buona parte dell’area sovietica – per diverse decadi l’Occidente ha combattuto a fianco degli Stati Uniti una lunga battaglia psicologica e d’informazione contro l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche: la Guerra Fredda. Cruciale è stato l’apporto statunitense alla causa europea. Senza il contributo di Presidenti quali Franklin Roosevelt (la cui famiglia era di origini olandesi) e Dwight Eisenhower (di origini alsaziane), e i rispettivi consiglieri e strateghi – come il pubblicista di origini austriache Edward Bernays (nipote di Sigmund Freud e precursore delle moderne pubbliche relazioni) e il giornalista Walter Lippmann –la caduta del Muro di Berlino nel 1989 e la successiva ascesa della Germania nello scacchiere europeo difficilmente avrebbero avuto luogo. Il «Progetto Europa» entra in una nuova fase agli inizi degli anni ’80 con l’affermazione politica di François Mitterrand in Francia e di Helmut Kohl in Germania, ma è soprattutto il Cancelliere tedesco ad aver lasciato un segno indelebile nella storia del Vecchio Continente. Il principale merito politico di Kohl è stato il modo sicuro e deciso con cui ha guidato il processo di riunificazione della Germania iniziato con la caduta del Muro di Berlino il 9 novembre 1989 e formalmente conclusosi il 3 ottobre 1990. La lungimiranza politica di Kohl ha contribuito a rapidamente trasformare la Germania da Cenerentola a leader incontrastato del Vecchio Continente, un fatto che secondo l’europarlamentare euroscettico Nigel Farage «il progetto europeo intendeva proprio escludere».  

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Argomenti: Economie Europa

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