Stangata Pensioni 2019: cosa cambia per gli italiani

La nuova circolare dell'Inps chiarisce i cambiamenti previsti per i cittadini italiani a partire dal 1° gennaio 2019.

di Chiara Lanari, pubblicato il
La nuova circolare dell'Inps chiarisce i cambiamenti previsti per i cittadini italiani a partire dal 1° gennaio 2019.

Nell’attesa del secondo giro di consultazioni, con protagonista la delegazione unita del Centrodestra e quella del Movimento 5 Stelle, tiene banco il caso pensioni. Nei giorni scorsi, l’Inps ha pubblicato una circolare nella quale vengono confermati i nuovi requisiti per andare in pensione anticipata a partire dal 1° gennaio 2019. Agli uomini occorreranno 43 anni e 3 mesi di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica, 42 anni e 3 mesi per le lavoratrici. Sempre a partire dal 1° gennaio del prossimo anno, scatterà l’aumento anche dell’età pensionabile per la pensione di vecchiaia: dai 66 anni e 7 mesi attuali, l’uscita sarà posticipata a 67 anni.

Arriva una stangata per le pensioni?

Brutte notizie anche per i lavoratori precoci, o almeno quelli riconosciuti come tali dagli ultimi provvedimenti previdenziali del governo Gentiloni. Se oggi possono andare in pensione dopo 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica e senza alcuna penalizzazione sull’assegno previdenziale, dal 1° gennaio 2019 i precoci vedranno slittare l’accesso alla pensione di 5 mesi, passando da 41 anni a 41 anni e 5 mesi di contributi. Il ricambio generazionale, a conti fatti, resta un’autentica chimera. Tutto questo, ricordiamo, sarà valido se non cambierà nulla sul fronte previdenziale. Infatti, qualora la riforma Fornero fosse cancellata dal nuovo governo a guida Centrodestra-Movimento 5 Stelle, ogni discorso fatto fino ad oggi non avrebbe ragione di esistere.

Lega Nord e M5S in più di un’occasione si sono detti pronti a superare la legge Fornero una volta intrapreso il percorso di governo. La cancellazione dell’attuale riforma previdenziale è uno dei maggiori cavalli di battaglia di entrambe le forze politiche del Paese, rispettivamente primo schieramento della coalizione più votata (Centrodestra) e primo partito italiano. Al momento però, non è dato sapere se e quando ci sarà l’accordo tra i pentastellati e i protagonisti del Centrodestra. Se, come sembra, il Pd tornerà in campo con una clamorosa intesa con i 5 Stelle, sarà interessante scoprire quale sarà il pensiero dei dem sulla riforma dell’ex ministro del Lavoro Fornero.

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Argomenti: Economia Italia, Pensioni

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