Stangata inflazione, lavoro giù, precariato e rialzo prezzi: i guai dell’Italia bocciata dall’Istat

Inflazione in aumento ma anche precarietà, l'Italia è sempre più preoccupante?

di Chiara Lanari, pubblicato il
Inflazione in aumento ma anche precarietà, l'Italia è sempre più preoccupante?

Esodo per le vacanze estive in partenza ma anche stangata in arrivo per le famiglie italiane a causa dell’inflazione. A denunciare i rialzi è l’Unione Nazionale Consumatori che fa riferimento all’aumento dei prezzi al consumo comunicati dall’Istat in aumento dello 0,3% su base mensile e 1,5% su base annua.

Una stangata per gli italiani

Solo ieri abbiamo parlato della stangata relativa ai prezzi della benzina in questi giorni di partenze (Stangata carburante: rincari per benzina e gasolio durante l’esodo estivo, quanto si spenderà in più?) ma non va meglio per i prezzi al consumo. In sostanza per le famiglie italiane si tratta di una stangata di 536 euro all’anno divisi in 392 euro per beni ad alta frequenza di acquisto (203 euro per il carrello della spesa) 184 euro per il cibo e 207 per i trasporti. Scende di poco la cifra per le famiglie senza figli, che invece dovrebbero spendere 424 euro all’anno. La preoccupazione più grande, come fa notare Massimiliano Dona, è l’impennata dei prezzi per beni ad alta frequenza “preoccupa, in particolare, la risalita sia dei beni ad alta frequenza di acquisto che del carrello della spesa, spese obbligate che incidono anche su chi è in difficoltà e ha ridotto i consumi al minimo pur di farcela”. Aumentano anche i prezzi dei Beni energetici regolamentati, energia elettrica e gas, come abbiamo già visto di recente in riferimento ai rincari delle bollette energetiche da luglio scorso (Rincari folli per le bollette di luce e gas: ancora aumenti per gli italiani, cosa cambia dal 1 luglio).

Disoccupazione giovanile al 32,6%

E se l’inflazione preoccupa non poco, a metterci lo zampino in questo inizio caldissimo di agosto è anche la precarietà sul lavoro. I dati Istat hanno confermato che nel secondo trimestre del 2018, il nostro paese ha registrato un incremento inferiore rispetto ai 6 precedenti con la conseguenza che l’Italia è totalmente ferma, colpa del calo delle esportazioni ma anche della diminuzione del valore aggiunto del settore silvicoltura, pesca e agricoltura. Tutto ciò accompagna la precarietà sul lavoro; la disoccupazione è cresciuta dello 0,2%, aumentano i contratti a termine e sempre più giovani sono senza lavoro. Salgono dunque i dipendenti a termine e torna ad aumentare la disoccupazione soprattutto nella fascia età 15-34enni e over 50 mentre calano i lavoratori stabili (-56mila rispetto a maggio).

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Argomenti: Economia Italia