'Standard and Poor's: nel secondo trimestre l'Eurozona toccherà il fondo. Monito a Italia e Germania

Standard and Poor’s: nel secondo trimestre l’Eurozona toccherà il fondo. Monito a Italia e Germania

S&P taglia le stime sul pil dell'Italia: la recessione durerà ancora. Crescita al lumicino per la Germania sempre più costretta a fare i conti con l'onda recessiva che sta colpendo l'Europa

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S&P taglia le stime sul pil dell'Italia: la recessione durerà ancora. Crescita al lumicino per la Germania sempre più costretta a fare i conti con l'onda recessiva che sta colpendo l'Europa

La maggiore agenzia di rating del pianeta, Standard & Poor’s, ha aggiornato al ribasso le stime sul pil dell’Italia, che quest’anno dovrebbe diminuire dell’1,9% dal -1,4% stimato a marzo. Un pò meglio andrà l’anno prossimo, quando il pil dovrebbe riprendersi dello 0,5% (+0,4% a marzo). In particolare, pesa negativamente sull’economia italiana la dinamica dei consumi, con la domanda in calo del 3% quest’anno, dopo il -4% del 2012, mentre l’export deluderà con una crescita di appena lo 0,5%.

In generale, poi, la ripresa è attenuata dal calo dei prestiti bancari al settore privato. Ma è l’intera Eurozona a subire gli effetti della seconda recessione in due anni, sebbene S&P preveda che nel corso del secondo trimestre di quest’anno sarà toccato il fondo. E l’inflazione dovrebbe attestarsi nell’unione monetaria all’1,5% (1,9% nella stima di marzo) e all’1,6% nel 2014.

 

Pil Germania: nel 2013 solo un piccolo passo in avanti

Meno bene del previsto anche per la Germania, il cui pil crescerà solo dello 0,4%, contro lo 0,8% precedentemente previsto. Le prospettive di ripresa dell’intera Eurozona sembrano essere lontane per l’agenzia, che intravede qualche miglioramento solo nei prossimi trimestri e una certa stabilizzazione degli indicatori. Come dire, insomma, che il peggio forse è passato, ma la ripresa sarà lenta.

 

Crisi economica Italia: l’allarme di Confindustria

I numeri di S&P sono in linea con quelli snocciolati dal Centro Studi di Confindustria, che vedono una recessione dell’1,9% quest’anno e una crescita dello 0,5% l’anno prossimo (-1,1% e +0,6% nelle stime precedenti) e un deficit al 3%, senza contare una pressione fiscale record effettiva (al netto dell’economia sommersa) al 53,6% e un tasso di disoccupazione al 12,2%.

Il primo trimestre del 2013 si è chiuso con il pil in calo per l’ottavo trimestre consecutivo, ma la spesa delle famiglie nel manifatturiero e nei servizi potrebbe avere iniziato a crescere. Tuttavia, i consumi diminuiranno quest’anno del 3% anche per Via dell’Astronomia e dello 0,3% nel 2014, portandosi a -8,1% rispetto al livello del 2007, pari a un mese e mezzo di spesa in meno per famiglia o a -3.660 euro all’anno. Unico dato realmente discordante tra Confindustria e S&P sta nell’export, che potrebbe crescere del 3% quest’anno e del 2,6% nel 2014, quando si tornerà ai livelli pre-crisi. Magra soddisfazione, trattandosi dell’unico indicatore che si attesterà ai livelli del 2007. Il miglioramento dell’economia italiana, quindi, dipende strettamente dalla domanda estera, non dalle dinamiche interne.

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