Stadi riaperti ai soli tifosi vaccinati con green pass, la Serie A prova a sfruttare l’euforia per gli Azzurri

L'avvio di campionato di calcio ad agosto rischia di avvenire con pochi tifosi sugli spalti. E i club temono di finire dissanguati finanziariamente.

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Riapertura degli stadi ai soli tifosi con green pass

Il calendario (asimmetrico, all’inglese) per il prossimo campionato di Serie A è stato reso noto questo mercoledì e adesso rimane l’unica incertezza relativa alla riapertura degli stadi. Il governo ha in mente di consentire ai tifosi di assistere alle partite di calcio fino a un quarto della capienza massima degli impianti. L’esperimento dell’Olimpico a Roma per Euro 2020 si è rivelato un successo.

E in settimana, i vertici di Lega e Federcalcio, rispettivamente Paolo Dal Pino e Gabriele Gravina, hanno messo a punto un documento da inviare al premier Mario Draghi per convincerlo alla riapertura degli stadi senza limitazioni relative alla capienza, ma ai soli tifosi vaccinati e provvisti di green pass.

Del resto, trapela dallo stesso governo l’intenzione di fare leva sulla certificazione vaccinale per evitare nuove chiusure e per riaprire maggiormente le attività ancora sottoposte a restrizioni anti-Covid. E la Serie A immagina che il green pass possa rappresentare un incredibile incentivo perché gli italiani ancora restii corrano a vaccinarsi, specie i più giovani.

Riapertura stadi e giro d’affari perduto

La riapertura degli stadi serve per rimpinguare le dissestate casse dei club di calcio. Prima della pandemia, gli incassi ai botteghini (inclusi gli abbonamenti) si aggiravano sui 275 milioni di euro. Considerando anche i servizi legati all’ospitalità, tra cui le visite ai musei, il giro d’affari si attestava complessivamente sui 370 milioni. La sola Juventus di quella torta possedeva una fetta di 80 milioni, il doppio dei 40 del Milan. Il Covid ha quasi azzerato questo fatturato, mandando in profondo rosso i conti societari.

Proseguire sulla strada delle chiusure appare insostenibile per il pianeta calcio, che nella lettera a Draghi lamenta anche l’assenza di ristori ricevuti.

Difficile che il governo ceda su questo punto. Fin troppo impopolare aiutare società che pagano stipendi a nove zeri ai calciatori. Da qui, la possibile soluzione di compromesso: niente aiuti, ma riapertura degli stadi pressoché illimitata. Facendo entrare i soli vaccinati muniti di green pass, le restrizioni numeriche non avrebbero più senso. E le società tornerebbero a respirare.

Dalla loro, hanno il clima favorevole di queste settimane per la straordinaria vittoria degli Azzurri a Euro 2020. C’è voglia di ripartire, di tornare a seguire le partite dagli spalti. Il trend dei contagi da qui al 22 agosto prossimo, data di avvio del prossimo campionato, farà propendere bilancia da una parte o dall’altra. Resta forte la paura per la variante Delta e per ogni forma di assembramento. Ma in ballo ci sono 300 milioni di euro a stagione, anzi la sopravvivenza stessa di club, già da mesi impossibilitati a pagare puntualmente gli stipendi dei giocatori.

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