Spreco alimentare, quanto ci costa ogni anno e gli incentivi per ridurlo

Spreco alimentare: in un mese con il pane sprecato si potrebbe riempire la cattedrale di St Paul. Ma quanto costa tale spreco in termini economici e l'Italia cosa fa per arginare tale problema?

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Spreco alimentare: in un mese con il pane sprecato si potrebbe riempire la cattedrale di St Paul. Ma quanto costa tale spreco in termini economici e l'Italia cosa fa per arginare tale problema?

Secondo i dati forniti dall’agenzia umanitaria Tearfund, che nei giorni scorsi ha lanciato la campagna “RenewOurFood” atta a ridurre lo spreco alimentare, con il pane sprecato ogni mese dagli inglesi si potrebbe addirittura riempire la cattedrale di Saint Paul. La Ue, intanto, dichiara la guerra a tale spreco che, ammonterebbe secondo la Fao, a 2,6 miliardi di euro.

L’Italia, però, non resta a guardare ed ha presentato la normativa nazionale in materia.

Scandalo cibo sprecato: in un mese si potrebbe riempire la cattedrale di St Paul

Nella giornata di lunedì 12 giugno il celebre panettiere Tom Herbert, celebre star della trasmissione Baker Brothers, ha visitato la cattedrale di Saint Paul insieme al vescovo di Islington dopo il rapporto fornito dall’agenzia Tearfund. L’uomo, quindi, ha chiesto a tutti di fare come Gesù che moltiplicava il pane ed il pesce e di non sprecare tanto cibo commestibile. Il Regno Unito, infatti, ogni anno, spreca dieci milioni di tonnellate di cibo ed il 60% di tale spreco potrebbe essere evitato anche perché, nell’anno, circa 1,3 miliardi di tonnellate non arriva nemmeno a tavola in quanto si perde e diventa immangiabile. Secondo i dati del WWF tale quantità di cibo potrebbe sfamare le tantissime persone che nel mondo sono denutrite. Solo in Europa, poi, evitando gli sprechi, si sfamerebbero circa duecento milioni di persone.

Secondo il rapporto stilato da Tearfund lo spreco di cibo ha un effetto negativo anche sull’ambiente in quanto il gas metano, che viene prodotto dal cibo e che finisce in discarica, è di ventuno volte più dannoso dell’anidride carbonica ed inoltre produce gas serra.

L’Europa in campo contro lo spreco alimentare, ma quanto ci costa?

Secondo gli studi forniti dalla Fao, un miliardo di tonnellate di cibo vengono sprecate ogni anno. I costi sia degli sprechi che delle perdite alimentari ammonterebbero a circa 2,6 miliardi di euro. Oltre alla gravissima perdita economica, il problema degli sprechi riguarda anche gli enormi costi ambientali  tra cui le emissioni di anidride carbonica e lo sfruttamento delle risorse sua agricole che idriche.

Ogni anno l’Unione europea spreca 90 milioni di cibo pari a 140 miliardi di euro che è uguale all’intero bilancio dell’Unione Europa. Proprio per questo la Ue ha inserito entro il 2030 tutta una serie di obiettivi per dimezzare gli sprechi e le perdite alimentari.

In merito a tali sprechi, poi, sia la Francia che l’Italia hanno emanato delle leggi. La prima ha istituto l’obbligo di donare il cibo in esubero agli enti caritatevoli per i supermercati di almeno quattrocento metri quadri con pene pecuniarie fino ai 3.750 euro per chi non rispetta tale regola. Con la legge Gadda, invece, in Italia,  vi sono degli incentivi per chi dona il cibo agli enti caritatevoli come la riduzione della Tari. Intanto nella riunione della piattaforma Ue contro gli sprechi alimentari, l’Italia ha presentato la normativa nazionale in materia ovvero la legge 166/2016, approvata lo scorso anno, per evitare gli sprechi alimentari favorendo la donazione delle eccedenze alimentari. Leggete anche: UE, la povertà delle famiglie italiane: ecco l’indice AIC, una fotografia del Belpaese.

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