Sprechi di cibo per 12 miliardi all’anno, ora arriva la legge

Sprechi alimentari e di farmaci. Arriva la proposta di legge per combatterli.

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Sprechi alimentari e di farmaci. Arriva la proposta di legge per combatterli.

Lo sapevate che ogni anno in Italia si sprecano 12 miliardi di euro di cibo, pari allo 0,75% del pil? Parliamo non solo di un fatto moralmente discutibile, ma anche di un danno, pari a 200 euro per ciascun abitante della nostra Penisola. E allora, è arrivata lunedì tra i banchi della Camera dei Deputati una proposta di legge, prima firmataria Maria Chiara Gadda (PD), tesa a introdurre nel nostro paese alcuni incentivi contro gli sprechi di cibo e farmaci, replicano un po’ la legislazione francese, ma senza le venature punitive di quest’ultima. Le probabilità che il testo diventi legge sono elevate, grazie a un sostegno di fatto unanime in Parlamento. Ma vediamo cosa prevede: 1) semplificazione delle donazioni di cibo, che l’imprenditore potrà effettuare senza alcuna dichiarazione preventiva, come avviene oggi, bensì stilando solo un documento consuntivo alla fine del mese, in modo da tenere tracciabili i prodotti donati e al fine di consentirgli di scaricare dalle tasse le spese di trasporto, gli scontrini, etc; 2) chiarezza sulla scadenza dei generi alimentari donati. Quelli che contengono la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” potranno essere utilizzati anche dopo la scadenza indicata. Ad esempio, il pane invenduto potrà essere consumato anche dopo la giornata di produzione; 3) le attività commerciali che donano cibo potranno ottenere uno sconto sulla tassa dei rifiuti; 4) i generi alimentari confiscati potranno essere distribuiti, a differenza di oggi, che serve l’autorizzazione dei magistrati; 5) le associazioni di volontariato possono accordarsi con l’imprenditore agricolo per la raccolta dei prodotti rimasti a terra dopo la raccolta; 6) la donazione di prodotti farmaceutici verrà elevata a norma e resa più semplice; 7) partirà una campagna di sensibilizzazione contro gli sprechi alimentari e di farmaci, coinvolgendo anche le reti Rai.

L’obiettivo, spiega il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, è di recuperare quest’anno 1 milione di tonnellate di cibo dalle 550 mila in eccedenza su tutta la filiera di oggi. Che ci sia un problema culturale è evidente: a differenza dell’estero, dove portare gli avanzi a casa da un ristorante è considerato normale, in Italia si prova spesso vergogna. Ciò determinerebbe uno spreco, stimato in ben 8 miliardi di euro.

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