Spread, Tria lancia l’allarme: banche in pericolo ma la manovra non si tocca

Giovanni Tria ha difeso la manovra finanziaria e il deficit al 2,4 per cento. Che cosa succederà adesso?

di Chiara Lanari, pubblicato il
Giovanni Tria ha difeso la manovra finanziaria e il deficit al 2,4 per cento. Che cosa succederà adesso?

Il ministro dell’Economia Tria è stato intervistato da Bruno Vespa durante la trasmissione Porta a Porta. Il numero uno del Tesoro si è detto preoccupato per lo spread, il cui valore continua a essere superiore a 300 punti. Secondo il ministro, il problema principale non è tanto per gli interessi sul debito quanto per il sistema bancario. Nella giornata di ieri vi abbiamo riportato l’analisi sullo spread e gli scenari se dovesse essere superata quota 350, in riferimento all’atteso giudizio che l’agenzia di rating Standard and Poor’s emetterà nelle prossime ore.

Il crollo delle borse

L’intervista di Giovanni Tria è giunta al termine di una giornata nera per le principali borse italiane. Le peggiori sono state Bpm e Ubi, con perdite superiori al 4 per cento. Male anche Unicredit, Mediobanca e Sanpaolo, che hanno lasciato sul terreno 3 punti percentuali. In flessione anche Banca Generali e Bper, calate di circa 2,5 punti percentuali. Il ministro Tria ha ammesso che l’Italia non può reggere uno spread a questi livelli ancora a lungo, sottolineando le difficoltà in primis per il sistema bancario. Parole che avevano già trovato conferme poche ore prima al termine della seduta di Piazza Affari.

La manovra non si tocca

Nonostante lo spread sopra quota 300 e la bocciatura dell’Unione Europea, Giovanni Tria ha difeso la manovra finanziaria e il deficit al 2,4 per cento. L’economista italiano ha spiegato la necessità per la manovra di ottenere la fiducia dai mercati, ribadendo come le riforme adottate siano corrette. Inoltre Tria ha ritenuto che la lettera inviata a Roma dalla Commissione Ue sia stata scritta in maniera superficiale. Infine, il ministro ha invitato tutti ad abbassare i toni, precisando che un 2,4 per cento non potrà compromettere la finanza pubblica. Impresa difficile di questi tempo però, considerando che il voto delle Europee non sia poi così lontano.

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Argomenti: Economia Italia, Spread