Spread sopra i 230 punti: durata del governo Cottarelli e ritorno al voto anticipato i problemi

Nonostante l'arrivo di Cottarelli lo spread vola oltre i 230 punti, si parla già delle prossime elezioni.

di Chiara Lanari, pubblicato il
Nonostante l'arrivo di Cottarelli lo spread vola oltre i 230 punti, si parla già delle prossime elezioni.

Allarme rosso a Piazza Affari. Nonostante l’affidamento a Carlo Cottarelli di formare un nuovo governo, dopo la rinuncia del professor Giuseppe Conte, lo spread vola oltre i 230 punti. Tale soglia non veniva raggiunta dal 2014. Scatenati i sostenitori di M5S e Lega Nord, i quali vanno criticano apertamente l’azione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, evidenziando – se ce ne fosse ulteriore bisogno – la drammatica crisi istituzionale in corso nel nostro Paese. L’ex commissario alla Spending Review era stato salutato come colui il quale sarebbe riuscito a disinnescare la bomba dello spread. La realtà ha detto tutt’altro.

Spread, nuovo record dal 2014

A metà seduta, lo spread fa segnare un valore superiore ai 230 punti base, stabilendo così un nuovo record. Nella giornata di venerdì la soglia raggiunta era stata pari a 206. Diversi addetti ai lavori avevano previsto uno scenario di questo tipo all’indomani di quanto accaduto al Quirinale nel lunghissimo pomeriggio di ieri, quando è andato in scena il fallimento del progetto Conte, espressione del contratto di governo di Movimento 5 Stelle e Lega Nord, entrambe decise a non tornare sui propri passi rispetto alla nomina di Paolo Savona a ministro dell’Economia.

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Voto anticipato

In occasione del suo primo discorso presso la Loggia del Quirinale, il premier incaricato Carlo Cottarelli ha spiegato la natura dell’eventuale nuovo governo. Nell’ipotesi più ottimistica, l’esecutivo riceverebbe la fiducia di Camera e Senato, garantendo all’Italia la Legge di Bilancio per il 2019, per poi dimettersi a fine anno e andare al voto all’inizio del prossimo anno. Dall’altra parte – ed è questa la tesi più realistica e che allo stesso tempo spaventa maggiormente i mercati – occorre tenere in conto la probabile bocciatura del Parlamento a Cottarelli. Sfiduciato dalle due Camere, il governo si dimetterebbe immediatamente, traghettando il Paese alle nuove elezioni previste per la metà di settembre o al massimo ad inizio 2019.

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