Spread, quale trend dopo i nuovi record all’asta BTp su attesa taglio tassi BCE?

Lo spread scende sotto i 160 punti e i BTp segnano nuovi rendimenti minimi all'asta del Tesoro. C'è attesa per un taglio dei tassi BCE.

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Lo spread BTp-Bund stringe sotto i 160 punti base per la scadenza a 10 anni, con i rendimenti dei BTp decennali al 2,93%. Il trend positivo dei nostri titoli di stato è frutto dell’onda lunga dell’ottimo risultato ottenuto dal governo Renzi alle elezioni europee di domenica scorsa, ma anche dell’asta record dei titoli a 5 e 10 anni di oggi. Il Tesoro stamane ha collocato BTp a 5 e 10 anni e CcTeu con scadenza 2019 per un controvalore complessivo di 7,5 miliardi di euro. Per i primi due sono stati esitati rendimenti minimi record dell’1,62% (dal precedente 1,84%) e del 3,01% (dal precedente 3,22%), rispettivamente. La domanda è stata ancora più alta dello scorso mese, in rapporto all’offerta, sintomo che gli investitori non abbandonano l’Italia nemmeno con tassi calanti. Solo i CcTeu hanno mostrato un rendimento in lieve crescita di 6 punti base all’1,38%.   APPROFONDISCI – Spread a 158 punti e rendimenti decennali sotto il 3%. E’ l’effetto Renzi?  

Le ragioni del trend positivo

A rinvigorire i nostri bond governativi c’è anche l’attesa di un taglio dei tassi BCE a giugno e di un intervento del governatore Mario Draghi per aumentare la liquidità e fare salire per questa via l’inflazione. Sebbene non ci siano in previsione acquisti di titoli di stato, la maggiore carta in circolazione favorirebbe anche questi ultimi. Che lo spread con i titoli tedeschi possa essere destinato a scendere lo dimostrerebbe anche l’ultima asta di Bund ultra-trentennali (scadenza 2046) della Germania, tecnicamente rimasta scoperta, perché a fronte di un importo offerto di 2 miliardi, la domanda non ha superato gli 1,853 miliardi e le richieste accettate sono state solo pari a 1,623 miliardi. Lo “scoperto” di 377 milioni è stato trattenuto dalla Bundesbank, che cercherà di collocarlo sul mercato secondario.

La ragione dell’ennesimo flop dell’asta tedesca è sempre la stessa: i rendimenti sono troppo bassi. per i titoli a 32 anni, la media è stata di appena il 2,255 lordo dal precedente 2,53%. Se la Germania non vorrà assistere a una fuga degli investitori, dovrà alzare progressivamente i tassi e, quindi, il differenziale con i rendimenti italiani dovrebbe ridursi ancora di più.
 

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