La reazione calma dei mercati allo shock elettorale italiano

Calma sui mercati finanziari, nonostante lo shock elettorale in Italia. Come mai azioni, euro e bond perdono poco o niente con la vittoria di 5 Stelle e il sorpasso della Lega su Forza Italia?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Calma sui mercati finanziari, nonostante lo shock elettorale in Italia. Come mai azioni, euro e bond perdono poco o niente con la vittoria di 5 Stelle e il sorpasso della Lega su Forza Italia?

I mercati non si aspettavano un trionfo così netto delle forze politiche euro-scettiche in Italia alle elezioni politiche di ieri. Invece, mettendo insieme anche solo i voti di Movimento 5 Stelle e Lega, si arriverebbe esattamente alla metà o poco oltre dei consensi. E anche in termini di seggi, per quanto i dati non siano che frutto ancora di stime, pare che vi sarebbe potenzialmente una maggioranza assoluta in entrambe le Camere tra grillini e Carroccio. Nonostante ciò e resosi evidente il disastro dei partiti tradizionali pro-Europa, ovvero soprattutto PD e Forza Italia, lo spread BTp-Bund a 10 anni è salito di appena un punto e mezzo a quota 138 bp, frutto di un aumento di meno di 8 bp dei nostri rendimenti decennali al 2,02%. Al contempo, il cambio euro-dollaro perde appena lo 0,2% e arretra a 1,23221 e l’indice Ftse Mib a Milano arretra dello 0,85%, dopo avere aperto in calo del 2%.

Rischio spread non per le elezioni, ecco la manovra del Nord Europa che colpirà i BTp

Insomma, la reazione appare certamente negativa, ma molto, molto contenuta. Nessuna drammatizzazione, nessun pollice verso contro l’Italia, ma la presa d’atto che non vi saranno le sperate larghe intese, ovvero che le coalizioni potranno smontarsi e rimontarsi in Parlamento con almeno una delle due forze euro-scettiche maggiori vincenti a fungere da traino in un qualsivoglia esecutivo. Da notare come lo spread e i rendimenti italiani siano saliti di qualche punto e poi ridiscesi con l’avvio della conferenza stampa di Matteo Salvini, che ha rivendicato giustamente l’ottimo risultato della Lega e allo stesso tempo ha ribadito che intenderebbe governare con una maggioranza di centro-destra, pur “parlando con tutti”.

Le ragioni della calma sui mercati

Come mai quello che avrebbe dovuto essere lo scenario peggiore per i mercati – Movimento 5 Stelle primo partito, crollo del PD sotto il 20% e forze euro-scettiche maggioritarie – non ha scosso a sufficienza gli investitori? Iniziamo col dire che sono stati rassicurati ieri dalle buone nuove in Germania, dove dirigenti e iscritti all’SPD hanno avallato un terzo accordo di Grosse Koalition con i conservatori della cancelliera Angela Merkel. Finalmente, a Berlino vi è la prospettiva di un nuovo governo a sei mesi dalle elezioni federali, cosa che ha di molto stemperato le tensioni che vi sarebbero state altrimenti sui mercati finanziari nell’Eurozona.

I mercati non temono le elezioni italiane

Altra ragione per cui non vi è affatto panico sta nell’impossibilità per alcuno schieramento, numeri alla mano, di governare da solo, per cui l’M5S dovrebbe, comunque, eventualmente ammorbidire il suo programma nel caso di alleanze con forze diverse; lo stesso dicasi per la Lega. Certo, c’è uno scenario inquietante per i mercati, qualora si concretizzasse: l’alleanza tra grillini e leghisti. Tuttavia, sembra ancora un’ipotesi più teorica e ciò starebbe sostenendo, tutto sommato, azioni e bond, nonché l’euro. Infine, forse c’è la sensazione diffusa che il destino dell’Italia non sia in Italia, bensì a Francoforte e Bruxelles. Fino a quando la politica monetaria sosterrà i nostri BTp e i commissari copriranno politicamente Roma sul fronte fiscale senza strappi, nessun trauma dovrebbe verificarsi. Diverso sarebbe nel caso in cui le condizioni esterne diventassero meno accomodanti. A quel punto, l’instabilità politica o l’euro-scetticismo col vento in poppa in un’economia con un debito pubblico sopra il 130% del pil diverrebbero fattori di preoccupazione. Ma la UE ha tutto, tranne che l’interesse a rompere con la terza economia dell’area. Sarebbe la fine dell’euro, specie adesso che traballa politicamente anche la prima potenza continentale.

[email protected]

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: bond sovrani, Cambio euro-dollaro, Politica, Politica italiana, rendimenti bond, Spread