Spread e rendimenti BTp in calo aiutano le quotazioni di Savona all’Economia e Conte premier

Perché il raffreddamento dello spread di queste ore starebbe sostenendo le quotazioni di Giuseppe Conte premier e di Paolo Savona ministro dell'Economia in quota Lega.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Perché il raffreddamento dello spread di queste ore starebbe sostenendo le quotazioni di Giuseppe Conte premier e di Paolo Savona ministro dell'Economia in quota Lega.

Sergio Mattarella non nominerà oggi il nuovo premier, ma con ogni probabilità lo farà da domattina. Per oggi, il presidente della Repubblica ha convocato i presidenti di Camera e Senato per consultarsi sull’evoluzione della crisi politica, mentre nel pomeriggio sarà impegnato a un appuntamento a Civitavecchia, di fatto prendendosi 48 ore di tempo prima di assegnare l’incarico al Prof Giuseppe Conte, l’avvocato civilista indicatogli da Movimento 5 Stelle e Lega. Come mai questa pausa? Diverse le possibili spiegazioni, una delle quali consiste nel non alimentare un’immagine di sé di puro notaio, rimproveratagli da parte della stampa nazionale e che avrebbe confermato nel caso si fosse precipitato a convocare il giurista subito dopo che il nome gli era stato indicato da Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

Governo Lega-5 Stelle quasi al via, tremano industria e finanza legate al vecchio sistema

Tuttavia, dietro alla pausa si celerebbe un certo dubbio del Quirinale sul nome scarsamente politico di Conte, che rischia di essere percepito un premier debole, in mano ai tatticismi di grillini e leghisti. Non è un mistero che Mattarella avrebbe preferito che a Palazzo Chigi andasse lo stesso Di Maio o altra figura altamente politica, in grado di rappresentare bene gli umori di almeno larga parte della inedita maggioranza parlamentare.

E viene il sospetto, per dirla in maniera brutale, che il presidente abbia voluto dare il nome di Conte e quelli dei potenziali ministri di cui si parla in questi giorni in pasto ai mercati finanziari per verificarne la risposta. In sostanza, lo spread BTp-Bund a 10 anni è salito ieri fin quasi 190 punti base, ai massimi dallo scorso mese di aprile, mentre i rendimenti decennali hanno superato il 2,40%, salendo ai massimi da tre anni e mezzo, ovvero da prima che la BCE di Mario Draghi annunciasse il varo del “quantitative easing”, il piano di acquisto di svariati assets, tra cui bond sovrani dell’Eurozona.

Il calo dello spread favorisce Conte e Savona

Quale sarebbe stato il ragionamento del capo dello stato? Se lo spread oggi si fosse impennato ulteriormente, dopo che i mercati hanno appreso ufficiosamente ieri il nome di Conte come futuro premier, egli avrebbe avuto ragioni forti domani per chiarire a Di Maio e Salvini che servirebbe un governo di altra caratura, più rassicurante anche nella composizione delle caselle dei ministeri, tra cui l’Economia. Per il dicastero di Viale XX Settembre, spicca il nome di Paolo Savona in quota Lega. Da sempre euro-scettico, il suo sarebbe il profilo perfetto dell’oppositore all’Europa dei commissari, ma con esperienza politica e conoscenza economica solide alle spalle. 82 anni, già ministro alle Partecipazioni statali del governo Ciampi nel 1993-94 e alla guida del dicastero per le Politiche comunitarie nel 2005-’06, oltre che componente del Comitato Tecnico per la Strategia di Lisbona, redigente il Piano Italiano per la Crescita e l’Occupazione presentato alla Commissione europea nel 2005. Per non parlare dei numerosi incarichi in colossi industriali come TIM, BNL, Capitalia, Impregilo, etc.

Insomma, Savona è tutt’altro che uno sprovveduto. Ha iniziato la sua carriera alla Banca d’Italia e ha lavorato a fianco di monumenti dell’economia e della politica come Franco Modigliani e Ugo La Malfa. La sua vena euro-scettica lo renderebbe inviso al Quirinale, che gli preferirebbe una personalità rassicurante nei confronti dei partner europei, i quali stanno premendo proprio su Mattarella per spuntare ministri quanto più eurofili. Tuttavia, il raffreddamento dello spread di oggi in area 175 punti e dei rendimenti decennali dei BTp al 2,32% starebbe allontanando almeno i timori maggiori del Colle. Dopo tutto, se i nomi di Conte e Savona, pur essendo circolati il primo come certo e il secondo come abbastanza probabile, non hanno scatenato ulteriori tensioni finanziarie, le quali, anzi, sono apparentemente un po’ rientrate, significa che non starebbero indisponendo i mercati e che le rassicurazioni verbali (concordate?) di ieri di Salvini, uscendo dal colloquio proprio con Mattarella, sarebbero giovate a distendere parzialmente gli animi.

La crisi dei BTp arriverà lo stesso, governo giallo-verde o meno: ecco perché

[email protected]

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: bond sovrani, Economia Italia, Politica, Politica italiana, rendimenti bond, Spread