Spread BTp-Bund torna a 200 punti, titoli tedeschi a ruba

Spread torna a 200 punti, mentre è corsa ai Bund sui mercati. Vediamo perché i titoli del debito tedesco fanno nuovamente gola al mercato.

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Spread torna a 200 punti, mentre è corsa ai Bund sui mercati. Vediamo perché i titoli del debito tedesco fanno nuovamente gola al mercato.

Era dalla seduta del 6 febbraio scorso, che il differenziale di rendimento decennale tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi non chiudesse sopra i 200 punti base, ma nell’ultima seduta della settimana in corso ci staremmo ad accingersi ad archiviare le negoziazioni proprio a tali livelli. Lo spread BTp-Bund segna 201 bp a pochi minuti dalle ore 13, in rialzo di 14 bp su base settimanale.

I rendimenti dei nostri BTp a 10 anni si attestano al 2,23%, segnalando come il divario con la Germania si stia ampliando non per l’aumento dei rendimenti sovrani italiani, bensì, soprattutto, per il calo di quelli tedeschi.

I Bund decennali rendono appena lo 0,20%, tornando ai livelli più bassi da inizio anno. Ancora meglio stanno facendo i titoli a due anni, che segnano il nuovo record minimo del -0,941%, mentre i trentennali scendono sotto quota 1% e al momento si aggirano sullo 0,97%, anche in questo caso ai minimi da inizio 2017. (Leggi anche: Crisi spread, perché l’Italia è oggi ancora più periferia del 2011)

Corsa ai Bund non solo per la Francia in queste ore

Verrebbe da dire che siano le tensioni elettorali, specie relative alla Francia, a spingere il mercato a ripararsi nei Bund. Se questo è vero, in generale, da settimane, non sembra essere il driver principale di queste ore, come evidenzia una riduzione dei rendimenti sovrani francesi a 10 anni sotto l’1% allo 0,96%, il livello più basso da un mese. Non che l’esito del voto a Parigi sia percepito come non a rischio per la sopravvivenza della moneta unica, ma rispetto ai giorni scorsi si respira un’aria di minore pessimismo.

Lo stesso cambio euro-dollaro, pur restando in calo di quasi il 2% rispetto ai massimi dell’anno toccati a inizio febbraio, oggi viaggia in lieve recupero rispetto a ieri a 1,059, anche grazie alla debolezza della divisa americana contro le principali valute. E allora, cosa spinge i Bund? (Leggi anche: Investire in Bund anche con rendimenti negativi?)

Preoccupazioni per l’economia italiana

Più che la Francia, i mercati starebbero scontando possibili elezioni anticipate in Italia, data la crisi interna al PD, così come un certo pessimismo si nutre nei confronti dell’economia italiana, alle prese con il varo di una manovra correttiva dei conti pubblici da 3,4 miliardi entro aprile su richiesta della Commissione europea, quando la crescita è vistosamente più lenta che altrove e gravata da “rischi politici”, come ha evidenziato ieri Confindustria.

La forza dei Bund potrebbe anche essere legata agli ottimi dati di Berlino sui conti pubblici tedeschi, che nel 2016 hanno chiuso con un surplus di 23,7 miliardi di euro, pari allo 0,8% del pil, rimarcando la discesa del debito non solo in valore percentuale, ma anche assoluto. Le emissioni nette di titoli in Germania quest’anno saranno negative, proprio in considerazione degli attivi fiscali. E questo non fa che sostenerne i prezzi, unitamente alle previsioni più allarmanti sulla tenuta dell’euro, nonostante l’inflazione tedesca e nel resto dell’Eurozona sia prossima al 2%. (Leggi anche: Piano Renzi per impadronirsi del PD e gettare l’Italia nel caos)

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