Spread Btp Bund “teorico” a 200 pb: Bankitalia spiega il perchè

Per Via Nazionale non ci sono motivi macroeconomici alla base di uno spread Btp Bund così largo

di Enzo Lecci, pubblicato il
Per Via Nazionale non ci sono motivi macroeconomici alla base di uno spread Btp Bund così largo

Lo spread Btp Bund sembra essere diventato da oltre un anno il grande responsabile della crisi che sta travolgendo l’Italia. In nome dell’allargamento dello spread tra il decennale italiano e quello tedesco il governo Berlusconi è stato costretto a fare le valige e sempre a causa del differenziale gli italiani sono costretti a tirare la cinghia e sopportare le varie misure di austerità varate dai governi per cercare di ridurre il debito pubblico italiano, andando così iniettare quella fiducia che, in linea di principio, dovrebbe servire proprio a ridurre lo spread. Dopo essere pericolosamente arrivato a 500 punti durante gli ultimi giorni del mese di luglio, il differenziale per tutto il mese di agosto si è mosso tra i 400 e i 450 pb. Le oscillazioni sono state molto contenute a dimostrazione che anche sul fronte obbligazionario si stia attendendo con ansia i risultati del prossimo board dalla Bce. In questa situazione complessa la domanda che in molti non si pongono dovrebbe riguardare quello che dovrebbe essere il reale livello dello spread. Sulla questione c’è da segnalare un interessante report di Bankitalia. Via Nazionale nei suoi Quaderni sulle Questioni di Economia e Finanza, ha affermato che il differenziale tra i titoli di stato non dovrebbe superare i 200 punti base e la sua attuale consistenza non è supportata da quelle che sono le dinamiche e le condizioni macroeconomiche del nostro Paese. Ma se su 450 pb ben 250 sono fuori da ogni logica, quali sono i fattori che hanno portato a quello allargamento. Tra le cause primarie della corsa dello spread, Via Nazionale cita i fenomeni di contagio e il brusco calo del rendimento del bund tedesco.  

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Argomenti: Economia Italia, Spread

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