Spread BTp-Bund stabile, ma rendimenti all’1,54%. Chi e perché ha perso la pazienza?

S'impennano i rendimenti dei BTp, ma crescono anche quelli tedeschi. Cosa sta succedendo sul mercato monetario?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
S'impennano i rendimenti dei BTp, ma crescono anche quelli tedeschi. Cosa sta succedendo sul mercato monetario?

Grosse variazioni sul mercato monetario, nonostante lo spread BTp-Bund per la scadenza a 10 anni resta stabili sui 120 punti base. Il differenziale quasi invariato non da l’idea di cosa vi sia dietro al dato: i rendimenti decennali dei nostri BTp sono schizzati all’1,54%, mentre quelli tedeschi sono saliti allo 0,32%, allontanandosi decisamente dai minimi record delle precedenti sedute e fornendo un’indicazione su quanto potrebbe accadere a breve sul mercato obbligazionario pubblico europeo. Ieri, la Germania non è riuscita a collocare all’asta tutti i 4 miliardi dei Bund a 5 anni, incassando 3,65 miliardi. Tecnicamente, quindi, l’asta è andata parzialmente scoperta per la prima volta dal 21 gennaio scorso per questa scadenza e per la terza volta in assoluto. I Bund 2020 sono stati piazzati al rendimento del -0,07%.   APPROFONDISCI – Spread BTp-Bund stabile e rendimenti in crescita, ma la novità riguarda i Bund  

Rendimenti Bund in ascesa

Dunque, se i BTp e i Bonos soffrono vistosamente, salendo di una quarantina di punti base dall’inizio dell’attuazione del QE della BCE, anche i titoli di stato tedeschi stanno cedendo vistosamente, mostrando la crescita dei rendimenti più alta degli ultimi 2 anni. C’è da chiedersi come mai gli investitori stiano fuggendo dai Bund. La risposta si ha in un tweet, quello pubblicato una settimana fa dall’ex boss di Pimco, Bill Gross, considerato un guru per il mercato a reddito fisso, il quale ha clamorosamente dichiarato di scommettere contro i titoli tedeschi, ritenendo che questo trend crescente dei loro prezzi non potrà durare a lungo. Meglio, quindi, venderli adesso, dato che avrebbero già raggiunto il picco massimo (rendimento minimo).   APPROFONDISCI – Quantitative easing, la scommessa di Gross contro i Bund e le alternative di Draghi   Altri analisti e investitori hanno iniziato a perdere la pazienza, mostrandosi contrariati dai rendimenti negativi per le scadenze più brevi e nulli o poco positivi per quelle medio-lunghe. Non è un caso che anche Yngve Slyngstad, a capo del fondo sovrano norvegese di quasi 900 miliardi di dollari, abbia dichiarato che questi rendimenti così bassi nell’Eurozona non dureranno. Per questo, tra i maggiori manager mondiali è iniziata la scommessa contro i livelli attuali dei prezzi dei bond governativi nell’Eurozona, a partire proprio dai Bund, ormai fin troppo costosi, tanto da essere arrivati a rendere negativamente fino alla scadenza dei 9 anni.

Finito l’effetto QE?

Il QE aiuterà ancora a lungo i bond europei a rimanere sui valori record di queste settimane, ma l’ubriacatura della prima fase sembra essere già finita e non si tratta di una vera sorpresa, considerando che lo stesso è accaduto negli USA, dove i rendimenti dei Treasuries sono tornati a salire a ogni round del programma degli stimoli monetari. Se la scommessa sarà vinta, i rendimenti dei Bund potrebbero salire forse più di quelli della periferia, restringendo gli spread o mantenendoli poco variati rispetto ai livelli attuali. L’alta domanda alle aste del Tesoro italiano dimostra che gli investitori si mostrerebbero soddisfatti, tutto sommato, dei rendimenti dei nostri BTp. Senza nuove tensioni finanziarie, magari legate alla Grecia, potrebbero subire qualche rialzo contenuto, ma non dovrebbero impennarsi fintanto che ci sarà il QE. La vera sorpresa potrebbe essere, quindi, la risalita dei rendimenti tedeschi, pur restando ai livelli infimi di questi mesi.   APPROFONDISCI – Grecia, rendimenti bond a 2 anni quasi al 30%. Spread BTp-Bund oltre 140 bp      

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Argomenti: Crisi del debito sovrano