Spread BTp-Bund in rialzo, rendimenti decennali al 2,36% e Bund oltre l’1%

Ancora in risalita i rendimenti dei bond governativi dell'Eurozona. I decennali tedeschi superano l'1%, quelli italiani sono al 2,36%. Ma non ne beneficiano le azioni europee ed americane, da settimane piuttosto stabili.

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Ancora in risalita i rendimenti dei bond governativi dell'Eurozona. I decennali tedeschi superano l'1%, quelli italiani sono al 2,36%. Ma non ne beneficiano le azioni europee ed americane, da settimane piuttosto stabili.

Si apre in deciso rialzo il differenziale di rendimento a 10 anni tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi. Lo spread BTp-Bund sale dai 128 punti base della chiusura di ieri a 135 bp di questi minuti, con i rendimenti decennali dei nostri bond sovrani lievitati al 2,36%, mentre quelli dei Bund hanno oltrepassato la soglia dell’1%, attestandosi al momento tra l’1,01% e l’1,02%. In crescita anche i rendimenti dei Bonos spagnoli, saliti al 2,33%. Attualmente, i rendimenti italiani sono tornati ai livelli più alti degli ultimi 7 mesi, mentre per i titoli tedeschi bisogna andare indietro alla fine del settembre 2014 per trovare livelli così alti, settimane in cui lo spread tra i due bond sovrani oscillava tra 135 e 140 bp.   APPROFONDISCI – Spread BTp-Bund a 137 bp, rendimenti a 10 anni risaliti al 2,35%. Verso il 3%?  

Le ragioni del boom dei rendimenti sovrani

Il fattore Grecia non può spiegare la vendita massiccia dei titoli di stato della periferia dell’Eurozona, perché il fenomeno sta riguardando anche i titoli “core”, come quelli emessi dalla Germania. Non avrebbe senso che gli investitori disinvestissero dai Bund, considerati un porto sicuro. Da qui, la deduzione che si tratti di altro. Alla base del “sell-off” c’è l’attesa di un miglioramento dell’outlook economico nell’unione monetaria, cosa che dovrebbe spingere la BCE a non aumentare o prorogare gli attuali stimoli monetari, i quali potrebbero, al contrario, essere ritirati prima di quanto annunciato, nonostante Francoforte smentisca e segnali diversamente. Ciò, a maggior ragione che l’inflazione un pò in tutta l’area sta risalendo dai livelli negativi dei mesi scorsi. La Francia, ad esempio, oggi conferma di avere registrato a maggio una crescita tendenziale dei prezzi dello 0,3%, molto bassa rispetto al target del 2% della BCE, ma positiva. E’ probabile, poi, che gli investitori stiano vendendo bond europei, in attesa che la Federal Reserve alzi i tassi e che il dollaro si apprezzi ulteriormente. Tuttavia, questa  spiegazione convince parzialmente, perché il trend del cambio euro-dollaro non appare lineare. Nelle ultime 2 settimane, ad esempio, l’euro si è apprezzato contro il biglietto verde del 3,8%, suggerendo uno spostamento del mercato verso la moneta unica.   APPROFONDISCI – Spread BTp-Bund a 129 bp, rendimenti al 2,21% e cambio euro-dollaro sopra 1,12. Fine dell’euforia?  

Ma dove vanno gli investimenti?

Al contempo, nemmeno i Treasuries si stanno giovando del calo dei prezzi dei bond sovrani europei.

I decennali americani rendono adesso il 2,489%, il livello più alto degli ultimi 8 mesi e mezzo. Ciò che più colpisce è che abbiano subito la stessa sorte dei titoli europei e con la stessa tempistica. Se alla fine di marzo, i Treasuries decennali rendevano ancora l’1,842% e a metà aprile intorno all’1,86%, da allora vi è stato un incremento di oltre 60 punti base, dimostrando che la fuga riguarda tutto il mercato a reddito fisso, non solo dell’Eurozona. Dovremmo pensare che il mercato stia puntando sulle borse, ma l’indice Euro Stoxx 50 segnala, pur con ampie oscillazioni, che negli ultimi 3 mesi si registrerebbe una certa stabilità, mentre il Dow Jones è cresciuto di poco più dell’1%, similmente all’S&P 500. Il Nasdaq è cresciuto, invece, del  4,3% dalla metà di marzo a oggi, ma da solo non giustificherebbe l’ipotesi che dal crollo dei bond ne stiano beneficiando le azioni. Né si registra un’impennata dell’oro, le cui quotazioni sono salite del 2,2% e che hanno perso il 3,3% nelle ultime 3 settimane. E’ come se gli investitori stessero preferendo accumulare maggiore liquidità, in attesa di impiegarla altrove. Dove non è dato ancora saperlo con precisione.   APPROFONDISCI – L’allarme di SocGen: vendete bond e azioni, comprate commodities e tenete più cash  

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