Spread BTp-Bund, banche e borsa ci invitano a stare attenti al rischio paese

Spread BTp-Bund in crescita da fine marzo, crisi in borsa più marcata che altrove in Italia e banche potenzialmente a rischio con una nuova crisi del debito sovrano.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Spread BTp-Bund in crescita da fine marzo, crisi in borsa più marcata che altrove in Italia e banche potenzialmente a rischio con una nuova crisi del debito sovrano.

Mentre lo spread BTp-Bund si riporta ai massimi da quasi 3 mesi, sfondando i 140 punti base sulla scadenza decennale, Piazza Affari segna anche oggi una seduta negativa. E ancora una volta, la borsa italiana è trascinata al ribasso dai titoli del comparto bancario, che mediamente perdono un altro mezzo punto percentuale. Dall’inizio dell’anno, Piazza Affari ha perso così il 17%, quasi il doppio del -9% accusato dalla Borsa di Francoforte e da quella di Madrid. E non è difficile comprendere le ragioni di questo rosso marcato: i titoli bancari sono crollati di oltre il 35% dal 31 dicembre scorso ad oggi. Dall’inizio del secondo trimestre, Milano arretra del 2%, Francoforte dell’1,7% e Madrid di meno dell’1%.

Spread in crescita, rendimenti BTp pure

Tornando ai titoli di stato, non possiamo non segnalare il trend crescente dei rendimenti dalla fine di marzo. Da allora, sono cresciuti di ben 34 bp per la scadenza a 10 anni, arrivando all’1,56% di oggi, riducendo le distanze con i Bonos spagnoli, che sempre sul tratto decennale viaggiano in queste ore intorno all’1,59%, in crescita di 15 bp dalla fine di marzo. E così, se il differenziale tra i nostri bond e quelli spagnoli era di oltre 20 punti al termine del primo trimestre dell’anno, oggi si è ristretto ad appena 3 bp. Il risultato resta positivo, però, in entrambi i casi rispetto a inizio anno: -3 bp per i BTp, -22 bp per i Bonos. Il restringimento dello spread BTp-Bonos è dovuto essenzialmente alle attese dei mercati per una fine prossima della crisi politica spagnola, alla base del sorpasso dei rendimenti iberici di quelli italiani nei mesi scorsi.      

Tendenza negativa nel secondo trimestre

In termini di differenziale di rendimento rispetto ai titoli tedeschi, il bilancio è negativo, invece, sia per l’Italia che per la Spagna: +44 bp e +26 bp rispettivamente. Riassumendo: i BTp decennali rendevano l’1,59% a inizio anno, quelli spagnoli l’1,81% e quelli tedeschi lo 0,63%. A distanza di poco più di 4 mesi, i rendimenti tedeschi sono crollati allo 0,15% e ciò ha provocato un allargamento del divario con i titoli della periferia dell’Eurozona. Il vero problema non è il confronto con l’inizio del 2016, quanto la tendenza rialzista sia dello spread, sia del livello dei rendimenti sovrani italiani e spagnoli, specie dei primi. E’ come se la tendenza positiva si fosse invertita stabilmente e si stesse traducendo in un rialzo costante del costo del nostro debito.

Banche colpite da crisi bond

Le variazioni degli spread risultano non poco rilevanti, perché sono sintomatici del cambio di umore del mercato, che tende nelle fasi di tensione a ripararsi negli assets sicuri, come i Bund. Ma quel che maggiormente rileva è il livello assoluto dei nostri rendimenti, perché è esso ad influire sul costo di rifinanziamento del nostro debito. Teniamo presente che la legge di stabilità viene ogni anno improntata a una stima dei rendimenti medi dei BTp, che a loro volta determina la spesa per interessi complessiva sul nostro debito. Se nei prossimi giorni assisteremo a un’ulteriore salita dei rendimenti dei BTp, il bilancio inizia ad essere negativo anche rispetto all’inizio dell’anno. Non sarebbe un problema solamente per i conti pubblici, bensì pure per quelli delle banche, che detengono ancora 407 miliardi di titoli di stato nazionali (dato del febbraio scorso) e che con rendimenti in crescita (prezzi in calo) troverebbero più difficile alleggerire eventualmente il loro portafoglio, dovendo andare incontro a potenziali minusvalenze. A sua volta, il mercato potrebbe scontare questo effetto, accentuando le vendite dei titoli bancari, già affossati negli ultimi mesi. Serve il ritorno del bene fiducia, più prezioso che mai.                

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Argomenti: Banche italiane, Crisi delle banche, Crisi Euro, Economia Italia, Spread