Spread BTp-Bund ai minimi da 6 settimane e rendimenti indietro di 11 mesi

Spread BTp-Bund ai minimi da inizio febbraio e rendimenti decennali italiani i più bassi dall'aprile di un anno fa. Perché e quanto durerà questo trend?

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Spread BTp-Bund ai minimi da inizio febbraio e rendimenti decennali italiani i più bassi dall'aprile di un anno fa. Perché e quanto durerà questo trend?

L’attesa per le decisioni della BCE alla riunione del board di oggi si evidenzia sul mercato dei titoli di stato, dove lo spread BTp-Bund stringe per la scadenza decennale a 117 punti base, in calo di 22 bp rispetto a un mese fa, anche se in rialzo di 21 bp dall’inizio dell’anno. Gli stessi rendimenti decennali dei nostri BTp sono in calo all’1,39%, il livello più basso finora registrato dalla fine di aprile dello scorso anno, segnando – 25 bp su base mensile e -20 bp dall’inizio dell’anno. Valori simili a quelli odierni si erano intravisti anche ad ottobre, quando sui mercati montava l’attesa per il potenziamento degli stimoli della BCE, poi rivelatisi deludenti. Il significato di questi movimenti dei bond è chiaro: i traders si aspettano un aumento degli acquisti con il “quantitative easing”, cosa che li spinge a scommettere al rialzo, specie per i titoli emessi nella periferia, in quanto l’avversione al rischio tende a ridursi. Quanto durerà questo fenomeno? Forse, meno di quanto non ci si aspetti. Gli investitori hanno un detto: “buy rumors and sell news”, ovvero comprare sulle indiscrezioni e vendere sulle notizie. In altri termini, potrebbero avere già scontato un rialzo dei prezzi dei bond governativi, con la conseguenza che anche l’annuncio di un super-QE questo pomeriggio potrebbe portare nel giro di alcune sedute a realizzare i guadagni e, quindi, a un’inversione di tendenza sul mercato dei titoli del debito sovrano. E’ quanto accadde anche lo scorso anno con l’attuazione del piano di acquisto della BCE a partire da marzo: i rendimenti a 10 anni dei nostri BTp scesero fino all’1,10% (e fino a un minimo intraday dell’1%), per risalire piano piano di ben 50-60 bp a un paio di mesi. Certo, nel caso in cui le misure annunciate oggi dovessero essere giudicate insufficienti, il mercato reagirebbe con un “sell-off” più marcato e immediato e potremmo rivedere i massimi dell’anno sul fronte dello spread, ovvero ritoccare quota 140-150 bp. Ma non sembra questo lo scenario più probabile.  

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