Spread BTp-Bund a 130 punti e rendimenti decennali all’1,38%, ecco perché

S'impenna lo spread BTp-Bund e i rendimenti sovrani italiani arrivano all'1,38% per la scadenza a 10 anni sul timore dell'uscita della Grecia dall'euro. Gli effetti del QE dall'implementazione di marzo sono svaniti.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
S'impenna lo spread BTp-Bund e i rendimenti sovrani italiani arrivano all'1,38% per la scadenza a 10 anni sul timore dell'uscita della Grecia dall'euro. Gli effetti del QE dall'implementazione di marzo sono svaniti.

La crisi dello spread non è tornata, considerando i livelli assoluti dei rendimenti dei nostri titoli di stato, ma le tensioni sui mercati finanziari si sono riaffacciate, come dimostra la lenta e costante risalita del differenziale con i titoli tedeschi. Lo spread BTp-Bund viaggia a metà mattinata a 130 punti base, il livello più alto da quando è iniziata l’attuazione del “quantitative easing” della BCE, consistente nell’acquisto dei bond governativi dell’Eurozona, oltre che dei titoli Abs e dei “covered bonds”. I rendimenti decennali dei BTp sono saliti così a all’1,38%, mentre quelli dei Bund per la medesima scadenza si attestano ai nuovi minimi storici, ovvero poco sopra lo 0,08%. Il fenomeno non sta riguardando la sola Italia, perché un pò tutta la periferia è coinvolta. Tuttavia, allo stato attuale, il nostro paese il secondo spread più alto nell’Eurozona, dopo il Portogallo, mentre la Spagna resta alle nostre spalle con circa 3-4 bp in meno, quando l’altro ieri era arrivata a sorpassare il nostro paese.   APPROFONDISCI – Lo spread della Spagna ha superato quello dell’Italia, cosa spaventa il mercato?   Dicevamo che non potremmo parlare di crisi in senso stretto, dati i livelli infimi e ai minimi  storici un pò di tutti i rendimenti sovrani. Ma mercoledì, una nota dell’Ubs chiariva proprio quest’aspetto, ammonendo di non fare affidamento ai bond per valutare la portata delle tensioni derivanti dal timore dell’uscita della Grecia dall’euro. Infatti, il mercato è “drogato” dall’immensa liquidità iniettata dalla BCE con l’attuazione degli stimoli monetari e con i tassi azzerati, sotto lo zero per i depositi overnight delle banche.   APPROFONDISCI – Ubs avverte: non sottovalutate la Grexit, le banche dell’Eurozona rischiano il collasso   Senza gli ultimi interventi della BCE, oggi lo spread BTp-Bund non solo sarebbe molto più alto, verosimilmente in prossimità dei 200 bp, ma sarebbe soggetto con ogni probabilità a una variazione in aumento molto più marcata di quella subita in queste ultime sedute. Sta di fatto che durante la prima settimana di attuazione del QE, partito il 9  marzo scorso, il differenziale a 10 anni era sprofondato a 85 bp, mentre oggi siamo 45 bp sopra. Analogo il discorso per i titoli a 30 anni, i cui rendimenti si erano portati ampiamente sotto il 2%, mentre oggi viaggiano in prossimità del 2,3%. La paura per una Grexit sempre più probabile, ormai non più scartata come ipotesi dai governi europei e dagli analisti, si sta traducendo in una fuga verso i bond “core”. Oltre alla Germania, anche la Francia si avvantaggia di questo riposizionamento degli investitori e della loro maggiore avversione al rischio, tanto che i suoi decennali si attestano a un rendimento di appena lo 0,3%.   APPROFONDISCI – Grecia, l’accordo non ci sarà e schizzano lo spread e i rendimenti dei bond  

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Crisi del debito sovrano, rendimenti bond