Spread BTp-Bund a 115 punti, rendimenti decennali all’1,36%

I rendimenti sovrani italiani mostrano una costante crescita nelle ultime sedute e lo spread con i Bund si allarga. Il trend appare simile per tutte le scadenze.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
I rendimenti sovrani italiani mostrano una costante crescita nelle ultime sedute e lo spread con i Bund si allarga. Il trend appare simile per tutte le scadenze.

Nonostante non stia ancora suscitando le preoccupazioni del governo italiano, lo spread BTp-Bund per la scadenza a 10 anni è tornato a salire di giorno in giorno e a metà seduta segna ogni 114 punti base con i nostri titoli di stato decennali a rendere l’1,36%. Durante la prima settimana di attuazione del QE, la seconda del mese di marzo, il differenziale di rendimento rispetto ai titoli tedeschi era arrivato a scendere fino a 85 bp, così come i rendimenti dei BTp a 10 anni erano scivolati fino al minimo intraday dell’1%, chiudendo intorno all’1,10%. Da allora, però, la lenta e costante risalita. Eppure, stamane il Tesoro ha collocato bond per complessivi 3,5 miliardi. I CTz a 2 anni sono stati assegnati al rendimento lordo dello 0,162%, -6 punti base dall’ultimo collocamento, nuovo minimo storico. In calo anche i BTp indicizzati all’inflazione. I decennali sono stati collocati a un rendimento medio lordo pari a zero, quelli con scadenza 15 settembre 2016 allo 0,13%.   APPROFONDISCI – Spread BTp-Bund ai massimi da un mese a 112 bp, pesa il fattore Grexit?   Dunque, l’esito dell’asta suggerisce che la domanda verso i nostri titoli di stato resta abbondante e i rendimenti continuano a scendere sul mercato primario. In particolare, i BTp indicizzati all’inflazione suggerirebbero che gli investitori avrebbero aspettative di inflazione lungo i prossimi 10 anni pari a una media dell’1,3-1,4% all’anno, dunque un pò inferiore rispetto al target della BCE, pari a quasi il 2%. Ciò detto, il mercato starebbe segnalando una sorta di floor per i nostri rendimenti sovrani, i quali difficilmente dovrebbero sfondare al ribasso la soglia dell’1%, anche in relazione al rischio di una rottura dell’Eurozona, con l’uscita della Grecia ancora affatto evitata. L’aumento dei rendimenti riguarda particolarmente l’Italia, se è vero che per la medesima scadenza, la Spagna registra una decina di punti base in meno (1,26%) e gli Oat francesi sono stabili in zona 0,45%. Da non sottovalutare il rischio, quindi, che l’eventuale acuirsi delle tensioni finanziarie sulla Grecia possa spingere lo spread tra i BTp e i  Bund a livelli ben più alti, per quanto non allarmanti e i rendimenti restino ai minimi di sempre in valore assoluto. Infine, è anche improbabile che l’allargamento del differenziale sul tatto decennale sia frutto di acquisti più marcati da parte della BCE di bond con scadenze più brevi o più lunghe, perché l’analisi dei grafici suggerisce che il trend è pressoché identico per tutte le emissioni dei nostri BTp.   APPROFONDISCI – Spread BTp-Bund a 109 bp e rendimenti decennali all’1,30%: chi e perché vende?    

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Argomenti: Economia Italia, Spread