Spread, BTp e Bonos verso trend divaricanti: ecco le possibili prospettive

Lo spread tra i rendimenti dei BTp e quelli dei Bonos si allarga ai nostri danni. Le avvisaglie di crisi politica in Italia si contrappongono alle schiarite in vista a Madrid.

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Lo spread tra i rendimenti dei BTp e quelli dei Bonos si allarga ai nostri danni. Le avvisaglie di crisi politica in Italia si contrappongono alle schiarite in vista a Madrid.

Lo spread tra i BTp e i Bund a 10 anni si attestato in queste ore sopra i 131 punti base, mentre sulla medesima scadenza è di 107-108 bp per i Bonos spagnoli. Si conferma, quindi, la distanza consolidata tra i rendimenti sovrani di Italia e quelli di Spagna, da tempo intorno ai 25 bp. E il trend potrebbe accentuarsi nelle prossime settimane, a seguito dell’evoluzione del quadro politico a Madrid e a Roma.

Fino a un anno fa, i rendimenti italiani erano più bassi di quelli spagnoli mediamente di 4-5 bp sul tratto decennale, ma i titoli iberici sono tornati a sovra-performare quelli italiani, dopo che le pur elezioni politiche inconcludenti del dicembre scorso hanno provocato un “buco” di 9 mesi senza un governo nazionale nel pieno dei poteri. Nonostante tutto, infatti, l’estrema sinistra di Podemos non ha vinto e la crescita economica spagnola si conferma solida, intorno al 3% all’anno. (Leggi anche: Spread BTp-Bund, Spagna meglio dell’Italia)

Rischio sovrano con crisi politica italiana

Per contro, da settimane si specula sulla possibile crisi politica nel nostro paese, qualora il governo Renzi perdesse il referendum costituzionale, che dovrebbe tenersi a fine novembre o a inizio dicembre.

Ieri, due regioni in Spagna sono andate alle urne: Galizia e i Paesi Baschi. Nella prima ha vinto il Partito Popolare del premier Mariano Rajoy, conquistando 41 seggi su 75, mentre i socialisti sono arretrati a 14 seggi appena. Nella regione basca, i popolari hanno tenuto 9 dei 10 seggi conquistati nel 2012, ma i socialisti sono scesi da 16 a 9, superati dagli 11 di Podemos. La maggioranza relativa è andata ai nazionalisti baschi del leader Inigo Urkullu, il quale ha già segnalato che per governare potrebbe ricercare un’alleanza con i popolari, in cambio di un appoggio dei 5 deputati baschi al Parlamento di Madrid al governo Rajoy, che così potrebbe trovare i numeri sufficienti per passare al voto di fiducia.

Governo Rajoy verso un secondo mandato?

I risultati disastrosi dei socialisti mettono in grossa difficoltà il segretario Pedro Sanchez, che in questi lunghi nove mesi si è sempre rifiutato, contrariamente a quanto gli chiedono diversi dirigenti del Psoe, di astenersi al voto di fiducia su Rajoy, in modo da consentirgli di formare un esecutivo ed evitare le terze elezioni in meno di un anno, che rischiano, peraltro, di portare a sinistra al superamento di Podemos ai danni dei socialisti stessi.

Dunque, nei prossimi giorni potremmo assistere finalmente allo sblocco dello stallo e alla nascita di un nuovo governo Rajoy, sostenuto da popolari, centristi pro-mercato di Ciudadanos e nazionalisti baschi. Con un simile scenario, lo spread tra Bonos e Bund dovrebbe stringere ulteriormente, forse attestandosi stabilmente sotto i 100 bp, mentre quello tra BTp e Bund potrebbe divaricarsi ancora, man mano che ci avviciniamo alla data del referendum, sul quale i sondaggi registrerebbero una lieve prevalenza dei “no”, esito sfavorevole al governo Renzi. (Leggi anche: Referendum costituzionale: con vittoria del “no” Italia fuori dall’euro?)

 

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