'Allarme spread a 200 punti. Finita la luna di miele tra Renzi e i mercati?

Allarme spread a 200 punti. Finita la luna di miele tra Renzi e i mercati?

Lo spread sale a 200 punti. I mercati temono sia l'esito delle elezioni europee che la mancanza di risultati dei primi tre mesi del governo Renzi.

di , pubblicato il

Lo spread BTp-Bund è schizzato a 200 punti base per la scadenza a 10 anni, con i rendimenti decennali dei nostri titoli di stato al 3,35%, in netto rialzo dal 3,26% della chiusura di ieri sera, quando il differenziale con i titoli tedeschi si era portato a 190 bp. In rialzo anche lo spread Bonos-Bund, che per la medesima scadenza sale a 183 punti, con i decennali spagnoli a rendere il 3,18%.   APPROFONDISCI – Lo spread cresce ancora a 190 bp: decennali al 3,23%. Vediamo perché   Quel che sta accadendo è chiaro a tutti: i mercati temono l’esito delle elezioni europee, perché hanno compreso, sondaggi alla mano, che domenica prossima trionferanno un pò ovunque le formazioni euro-scettiche e anti-euro, benché popolari e socialisti riusciranno a formare una Commissione a loro immagine e somiglianza. Ma il segnale non potrà essere ignorato: i governi europei vengono bocciati dai loro elettori e il clima anti-UE monta.

Mercati scettici su governo Renzi?

Tuttavia, il divario crescente tra titoli italiani e quelli spagnoli segnala una situazione tutta italiana all’interno della rinnovata crisi dei bond periferici: c’è sfiducia sul nostro paese, vuoi perché la terza economia dell’Eurozona potrebbe assistere alla vittoria di una formazione anti-euro, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, quando in Spagna non si registrano spostamenti di consensi verso partiti contrari a Bruxelles, vuoi anche perché a quasi 100 giorni dall’insediamento del governo Renzi, i risultati non arrivano e nessuna riforma è stata nel frattempo varata. Anzi, le riforme istituzionali, che dovrebbero garantire una migliore governance del sistema Italia, sembrano allontanarsi e potrebbero subire un colpo mortale proprio dai risultati delle urne. Va rimarcato che se solo un paio di mesi fa ci avrebbero detto che i rendimenti decennali italiani sarebbero stati al 3,35%, l’avremmo presa per una notizia sin troppo buona, per cui non siamo di fronte a un allarme in senso stretto. La tendenza, però, è negativa e potrebbe non rientrare in pochi giorni. Va bene che i mercati hanno già iniziato a scontare risultati forse clamorosi, ma quando saranno ufficializzati domenica sera, cosa accadrà alla riapertura dei mercati, lunedì? Ci sarà un balzo dello spread dettato dalla reazione emotiva per poi rientrare nei ranghi o si prenderà coscienza che il progetto della moneta unica è tutt’altro che intoccabile e sostenibile a livello di consensi? E’ probabile che l'”euro-foria” di questi ultimi mesi tenderà a svanire, mentre i mercati inizieranno a concentrarsi sui fondamentali delle singole economie e ancora una volta l’Italia avrà solo da perderci, visti i dati negativi su debito, deficit, crescita, consumi, investimenti, etc. La figura del premier Matteo Renzi aveva suscitato grosse speranze tra gli investitori, i quali si starebbero ricredendo sulla capacità del nuovo esecutivo di tenere fede agli impegni presi con l’Europa.

E in assenza di alternative politiche, non resterà che vendere BoT e BTp.    

Argomenti: ,