Spostamenti tra Comuni, cosa cambia dopo l’approvazione al Senato della mozione di maggioranza

Che cosa cambia per gli spostamenti tra piccoli Comuni durante le feste?

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Spostamenti tra Comuni, cosa cambia dopo l'approvazione al Senato della mozione di maggioranza

La mozione della maggioranza di governo sugli spostamenti tra Comuni a Natale ha ricevuto il via libera da parte del Senato. Domani la mozione sarà votata alla Camera, dove non sono previste sorprese. Il testo presentato dal Partito democratico prevede la possibilità per chi abita in Comuni al di sotto dei diecimila abitanti di spostarsi dal proprio comune nelle festività del 25 e 26 dicembre, oltre che per il 1° gennaio.

Che cosa cambia

Resta però un punto interrogativo su quella che sarà la decisione finale, che spetta in questo caso al governo. Ecco, infatti, quanto si apprende da Open, il quotidiano online di Enrico Mentana: “La maggioranza invita il governo a rivalutare le misure anti-Covid con un particolare riferimento agli spostamenti del 25-26 dicembre e 1° gennaio”. Si tratta dunque di un’indicazione, e non di un obbligo, per cui l’esecutivo guidato dal premier Conte è libero di confermare oppure rigettare la mozione votata dall’aula del Senato quest’oggi, assumendosene come è normale tutte le responsabilità.

Possibile zona rossa dal 24 dicembre al 7 gennaio

Anche un eventuale voto favorevole di domani della Camera verrebbe in automatico scavalcato dal sempre più probabile Dpcm del governo, con misure più restrittive per i giorni delle festività natalizie. A tal proposito, stanno facendo discutere le dichiarazioni associate al ministro della Salute Roberto Speranza da una ricostruzione dell’Agi, secondo cui il ministro avrebbe annunciato ai Presidenti delle Regioni la volontà da parte del governo di porre in zona rossa tutta l’Italia dal 24 dicembre al 7 gennaio.

Ricordiamo che un’eventuale zona rossa estesa all’intero territorio italiano impedirebbe non soltanto l’apertura di qualsiasi attività non essenziale, ma anche l’uscita dalle proprie abitazioni delle persone, salvo comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Per questo motivo, la mozione votata oggi al Senato e approvata dai parlamentari potrebbe rimanere soltanto uno specchietto per le allodole.

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