Spiagge, lidi a rischio con sentenza UE: stop a proroga automatica concessioni

Stabilimenti balneari, concessioni a rischio: il rinnovo non sarà più automatico. I giudici europei chiedono trasparenza e imparzialità nell'assegnazione delle licenze.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Stabilimenti balneari, concessioni a rischio: il rinnovo non sarà più automatico. I giudici europei chiedono trasparenza e imparzialità nell'assegnazione delle licenze.

La Corte di Giustizia UE ha poco fa definito incompatibile con il diritto comunitario la legislazione italiana, laddove consente ai titolari di concessioni su beni del demanio marittimo e lacustre il rinnovo automatico alla scadenza. Secondo i giudici europei, il rilascio delle autorizzazioni deve essere improntato a criteri di “trasparenza e di imparzialità” nella selezione dei candidati, in particolare, attraverso un’adeguata pubblicità. Pur nella considerazione degli interessi dei titolari delle concessioni ad ammortizzare gli investimenti effettuati, la Corte ritiene che questi non possano infrangere gli obblighi di trasparenza e imparzialità, specie allorquando le autorizzazioni erano state concesse senza alcuna procedura di selezione.

Inoltre, i giudici europei hanno dichiarato in contrasto con le norme sul mercato comune la prassi di rinnovo automatico delle concessioni alla scadenza a imprese con sede in uno stato membro della UE, in quanto discriminatoria delle imprese con sede in ogni altro stato UE.

Concessioni spiagge, stop a rinnovo automatico

La normativa italiana prevede il rinnovo automatico e generalizzato delle concessioni, la cui scadenza è ad oggi fissata al 31 dicembre 2020. Tuttavia, alcuni operatori privati del settore turistico si erano visti privare di tale rinnovo e avevano fatto ricorso al giudice. Quest’ultimo aveva rimesso la questione alla Corte di Giustizia della UE, che riconosce ai tribunali italiani il compito di verificare l’applicabilità della direttiva comunitaria al singolo caso.

La sentenza europea ha effetti dirompenti per il settore turistico italiano e interviene in un dibattito nazionale annoso su quale tipo di legislazione sarebbe migliore per incentivare gli investimenti in un ambito strategico per il nostro paese.

 

 

 

Licenze lidi a rischio, serve concorrenza

I sostenitori del rinnovo automatico delle concessioni per gli stabilimenti balneari o lidi – perché di questo si tratta – ritengono che solo in presenza della certezza della titolarità di un diritto di lungo periodo, gli operatori investirebbero, potendo ammortizzare il costo degli investimenti negli anni.

Viceversa, i sostenitori della selezione dei candidati alla scadenza premono per una maggiore liberalizzazione del settore, perché solo grazie alla concorrenza si registrerebbero maggiori investimenti e un miglioramento qualitativo dei servizi offerti.

Ingresso nuovi operatori sarebbe un bene

Per ovviare alla questione e anche per cercare di fare cassa, a suo tempo il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, aveva proposto concessioni di 99 anni in favore degli operatori del settore, in modo da innalzare da un lato le riscossioni derivanti dalle concessioni stesse e dall’altro per spingere i privati a investire adeguatamente, avendo la possibilità di ammortizzare i costi in un arco di tempo sostanzialmente illimitato.

La sentenza rimette adesso in discussione il modo in cui vengono assegnate le licenze in Italia ed è possibile, quindi, che alla scadenza sia necessaria l’indizione di bandi di gara per assicurare una selezione trasparente e imparziale delle imprese candidate. Una piccola rivoluzione necessaria per un settore, dove spesso bivaccano troppi operatori con scarsa capacità e voglia di innovarsi e di investire come dovrebbero. Con questa sentenza, l’ingresso di nuovi privati e di capitali freschi appare più vicino.

 

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Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia, Servizi pubblici