Spagna: La prossima a cadere

Delusional Economics su MacroBusiness fornisce una acuta analisi sulla Spagna e sulla trappola finanziaria in cui il paese si dibatte, mettendo in evidenza il circolo vizioso condiviso da tutti gli altri paesi periferici: una crisi dalle caratteristiche e dal destino comuni.

di Carmen Gallus, curatrice Dall'Estero, pubblicato il
Delusional Economics su MacroBusiness fornisce una acuta analisi sulla Spagna e sulla trappola finanziaria in cui il paese si dibatte,  mettendo in evidenza il circolo vizioso condiviso da tutti gli  altri paesi periferici: una crisi dalle caratteristiche e dal destino comuni.

I lettori ricorderanno la mia confusione per il giubilo dimostrato dal pubblico Spagnolo in occasione della vittoria elettorale di Mariano Rajoy nel mese di novembre 2011. La strategia del suo partito durante la campagna elettorale è stata di dire molto poco su quello che effettivamente intendeva fare per affrontare i problemi finanziari del paese, preferendo lasciare semplicemente che il partito in carica cadesse sulla sua spada, in modo da poter prendere le redini. E’ apparso chiaro subito dopo le elezioni che, nonostante gli sforzi del suo partito per schivare le domande, l’intento era semplicemente quello di continuare sulla stessa strada già intrapresa.

A suo tempo ho lanciato l’avvertimento che la Spagna soffriva di notevoli sfide macroeconomiche che, al momento, sembravano non riconosciute dai mercati. Ho anche fornito alcune analisi che i problemi del paese andavano di gran lunga oltre i disavanzi del settore pubblico:

Il settore privato ha accumulato ingenti debiti sugli afflussi di capitali esteri che hanno portato ad una bolla immobiliare. Questa bolla è scoppiata lasciando il settore privato in una posizione di notevole perdita di ricchezza e di indebitamento, il sistema bancario con livelli significativi ed in crescita di crediti in sofferenza e l’economia strutturata attorno ai residui di un settore fallito.

La disoccupazione crescente sta portando ad un rallentamento della produzione industriale, il che significa che anche se il paese sta importando meno sta anche esportando meno. Sommate a questo il pagamento degli interessi sui finanziamenti provenienti dal resto del mondo e, a questo punto, la Spagna continua a registrare un disavanzo delle partite correnti che, nei termini più elementari, significa che la Spagna sta ancora pagando agli altri più di quanto sta ricevendo. Cioè, il settore estero è ancora in deficit.

Così, con il settore estero in questo stato e il settore privato non in grado e/o non disponibile ad assumere ulteriori debiti, dato che tenta di riequilibrare il proprio bilancio dopo un ‘asset shock’, l’unico settore rimasto a provvedere alla caduta del reddito nazionale è il settore pubblico. Se non riesce a farlo, allora l’economia continuerà a contrarsi fino a che non sarà trovato un nuovo equilibrio tra i settori a un livello più basso del reddito nazionale, e quindi del PIL.

Un’altra questione importante non affrontata, è che in queste circostanze non vi è alcun modo che il settore privato possa essere in grado di continuare a effettuare i pagamenti sul debiti accumulati durante il periodo di maggior reddito.

E questa è la trappola monetaria in cui gran parte della periferia Europea ora si trova. Le questioni strutturali nelle loro economie, con il loro pseudo regime di cambio non flessibile, significa che non sono né in grado di ridurre i loro debiti, né di crescere per venirne fuori. Senza una significativa ristrutturazione del debito, sono destinati a perdersi in una spirale verso il basso.

Le partite correnti Spagnole, guidate dal saldo della bilancia commerciale, sono ancora in negativo.

L’economia spagnola sta dimostrando tutti i segni rivelatori di una recessione da debito e la risposta alla crisi, finora, non ha fatto altro che accelerare la crisi. Come accennato in precedenza, questo è il risultato atteso di una risposta politica di questo tipo:

Come abbiamo visto da nazioni come la Grecia e il Portogallo, un paese con un persistente deficit delle partite correnti e un settore privato con il desiderio di risparmiare – o nessun’altra scelta (austerità) – ha notevoli problemi nel tentativo di raggiungere un avanzo del bilancio pubblico. Una volta compreso che il settore estero e il settore privato sono una perdita netta sul reddito nazionale non è difficile vedere il problema. In queste circostanze, semplicemente non c’è spazio sufficiente nell’economia per un risparmio nel settore pubblico e tentare di raggiungere degli avanzi diventa controproducente in quanto semplicemente accelera il declino.

Se il disavanzo delle partite correnti di un paese è strutturale, allora questi sforzi sono molto pericolosi, perché questo può facilmente trasformarsi in un ciclo di feedback negativo. La perdita di reddito attraverso il settore estero porta ad una perdita di reddito nel settore privato, quindi questo costringe di più a risparmiare, il che significa diminuire ulteriormente le entrate statali. Ciò porta inevitabilmente a richieste di maggiori imposte, che ancora una volta drenano reddito dal settore privato … e avanti nel circolo vizioso. Il risultato di questa dinamica è un aumento della disoccupazione, e quindi della produzione nazionale e del reddito, il che significa ancora una volta che le entrate del settore pubblico calano mentre la spesa del settore privato e gli investimenti calano ulteriormente.

E così la richiesta inevitabile di un aumento delle imposte …

Questa notte Mariano Rajoy ha annunciato ulteriori tagli del governo che, se bisogna star dietro ai rendimenti obbligazionari, sono stati provvisoriamente accolti dai mercati. Personalmente vedo poco da festeggiare, anzi posso dire che questo è semplicemente il segnale della prossima caduta dell’economia Spagnola.

Articolo originale: Spain: The next leg down

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Argomenti: Visti dall`estero

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