Spagna – Esm: Madrid ostenta ottimismo ma vuole chiarezza

La Spagna chiede chiarezza sulle regole all'accesso al fondo ESM. E intanto fra Bruxelles e Madrid è sfida sui numeri...

di Carlo Robino, pubblicato il
La Spagna chiede chiarezza sulle regole all'accesso al fondo ESM. E intanto fra Bruxelles e Madrid è sfida sui numeri...

Che il fondo salva stati ESM varato lo scorso ottobre dall’Unione Europea, venga percepito come un oggetto misterioso è cosa nota. A ribadirlo con ancora più forza è il Primo Ministro Mariano Rajoy, che dichiara che il suo esecutivo non ha ancora preso alcuna decisione per quanto riguarda la richiesta di aiuti. Questa prudenza è motivata dalla riserva in merito a un’ulteriore verifica su quali saranno le condizioni e le conseguenze della scelta. Prima si aspettano le mosse della BCE per calmierare le tensioni sul mercato secondario, infatti, con lo spread Bonos Bund a 10 anni che si attesta sui 425.55 punti, un intervento del fondo salva stati sarebbe considerato per lo più inutile. Oltre a ciò si innesta un elemento del tutto politico e cioè la necessità di garantirsi l’appoggio di tutti i soci dell’Eurozona sulla concessione del salvataggio, nella convinzione che si chiederà un aiuto europeo solo se converrà agli interessi di tutti. Insomma il governo spagnolo chiede chiarezza e mostra un cauto ottimismo. Le dichiarazioni di ieri dal Messico al vertice dei ministri delle finanze del G20, del ministro dell’Economia, Luis de Guindos, che ha dichiarato che le casse dello Stato spagnolo sono ben finanziate, e gli obiettivi del governo spagnolo, contrastano però con le previsioni dell’UE. Secondo quanto trapela da Buxelles, il PIL spagnolo nel 2013 segnerà una contrazione dell’1,5% contro il +0,5% atteso da Madrid e nel 2014 crescerà solo dello 0,5% e non dell’1,2% obiettivo dal governo. Per l’anno in corso l’Unione prevede una contrazione dell1,6%, anche in questo caso peggiore dell’obiettivo interno dell’1,5%.  Incongruenze dal lato anche del deficit,  il rapporto deficit/pil, secondo i calcoli di Bruxelles,  si attesterà all’8% nel 2012, al 6% nel 2013 e al 5,8% nel 2014, ma gli obiettivi dell’esecutivo guidato da Rajoy sono rispettivamente 7,3%, 4,5% e 2,8%.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Crisi Spagna

I commenti sono chiusi.