Spagna a pezzi: Catalogna verso la secessione, scontri a Madrid

La Spagna nella bufera rischia di perdere la Catalogna. Nella notte violenti scontri a Madrid tra indignados e polizia, assediato il Parlamento

di Enzo Lecci, pubblicato il
La Spagna nella bufera rischia di perdere la Catalogna. Nella notte violenti scontri a Madrid tra indignados e polizia, assediato il Parlamento

La Spagna sta probabilmente vivendo le ore più lunghe della sua storia dalla caduta del regime di Franco. Mentre per tutta la notte migliaia di giovani indignados hanno provato a stringere d’assedio la camera bassa spagnola, riunita in seduta plenaria, dalla Catalogna arrivano notizie sempre più preoccupanti. Il risultato è che il governo conservatore guidato da Mariano Rojoy si trova oramai strette tra almeno due fuochi che diventano tre se si considerano anche le pressioni internazionali affinchè Madrid accetti l’intervento dello scudo anti spread, varato dalla Bce quasi un mese fa, in cambio di nuove misure di austerità. Per l’esecutivo spagnolo, la capacità di restare in equilibrio in questa intricata matassa sta diventando quindi sempre più difficile.  

Rapporto deficit Pil Spagna al 4,77%

Ma andiamo con ordine partendo proprio dalla situazione economica della Spagna. Ieri il governo spagnolo ha comunicato che il deficit dello Stato nei primi 8 mesi del 2012 si è attestato a 50,13 mld di euro ossia il 4,77% del Pil. Secondo l’esecutivo però la situazione sarebbe sotto controllo poichè l’obiettivo è raggiungere nel 2012 un rapporto deficit Pil al 4,5% e le variazioni al ribasso degli ultimi mesi lasciano intendere che il target sia alla portata di Madrid. La corsa del deficit, ha chiarito il governo spagnolo, è dovuta proprio agli anticipi sulle imposte pagate alle Regioni. Le comunità autonome spagnole sono quindi tra le grandi responsabili del disastro dei conti iberici.  

Secessione Catalogna: il 25 novembre sarà l’ora della verità

Proprio dalle Regioni stanno arrivando i segnali più preoccupanti. Le autorità della ricca Catalogna infatti hanno convocato nuove elezioni per il 25 novembre. Il presidente Mas ha dichiarato che l’obiettivo della consultazione è l’esercizio del diritto all’autodeterminazione del popolo catalano. Non occorre essere dei politologi per sapere che l’esito del voto sarebbe chiaramente favorevole al fonte indipendentista. La mossa di Mas è stato il risultato del “no” governativo a negoziare il patto fiscale. E così vecchi rancori e orgoglio sono riaffiorati con la Catalogna convinta di avere le carte in regola per essere tra le 50 regioni più ricche del mondo senza il “peso” di Madrid.  

Scontri Spagna crisi: assedio al Parlamento nella notte

Se la situazione in Catalogna è esplosiva, anche a Madrid sono ore difficili. Per tutta la notte la piazza dove sorge la camera bassa spagnola è stata teatro di scontri tra manifestanti e polizia. Il Parlamento è stato cinto d’assedio tra lanci di pietre e bottiglie contro le forze di polizia che hanno risposto con cariche e spari con proiettili di gomma. Gli indignados hanno più volte alzato slogan per una reale democrazia contro la dittatura dei mercati.  

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Argomenti: Crisi Spagna

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