S&P sull’Europa

Nella sua Opinion Page sul New York Times, il Nobel Krugman sottilinea le cause che stanno dietro il downgrade di massa di S&P, e che i politici Europei continuano ad ignorare...

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di Paul Krugman – Il downgrade di Standard and Poor’s di un gruppo di sovrani Europei non è stata una sorpresa. Quel che è stato sorprendente – e che è andato sotto silenzio in quasi tutte le storie che ho letto – era il motivo per cui S & P è stato così pessimista. Dalle loro  FAQs:

Crediamo anche che l’accordo [ultimo piano di salvataggio euro] si basi solo su un riconoscimento parziale della causa della crisi: che le attuali turbolenze finanziarie si spiegano anzitutto con la dissolutezza fiscale alla periferia della zona euro. A nostro avviso, tuttavia, i problemi finanziari della zona euro sono anche una conseguenza dei crescenti squilibri esteri e delle divergenze di competitività tra il centro dell’UEM e la cosiddetta “periferia”. Pertanto, crediamo che un processo di riforma che si basi soltanto sul pilastro dell’austerità fiscale  rischi di diventare controproducente, in quanto la domanda interna diminuiràe, a causa delle crescenti preoccupazioni dei consumatori sull’occupazione e sul reddito disponibile, riducendo le entrate fiscali nazionali.

E oggi leggiamo la risposta:

Il Cancelliere Tedesco Angela Merkel ha chiesto ai governi della zona euro di implementare rapidamente nuove rigide regole fiscali  dopo che Standard & Poor ha declassato il rating della Francia e dell’Austria e di sette altri paesi  di secondo livello.

Ancora barcollando lungo la strada verso il nulla.

 

Articolo originale:  S&P On Europe

 

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