S&P declassa il rating del Giappone ad A+ da AA-

Il rating del Giappone è stato declassato da S&P, a causa dei dubbi sulla crescita del paese.

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Il rating del Giappone è stato declassato da S&P, a causa dei dubbi sulla crescita del paese.

L’agenzia internazionale S&P ha declassato poco fa il rating sovrano del Giappone da “AA-” ad “A+”, mettendo in dubbio che il governo di Tokyo sia in grado di ravvivare la crescita dell’economia e di porre fine alle deflazione entro i prossimi 2 o 3 anni. Nel comunicato, l’istituto ha spiegato di ritenere che sono diminuite le probabilità che una ripresa dell’economia possa mantenere stabile l’affidabilità creditizia del Sol Levante.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/giappone-e-allarme-debito-lfmi-verso-il-300-del-pil-entro-il-2030/  

Debito Giappone il più alto al mondo

Il Giappone ha chiuso il 2014 con un rapporto tra debito pubblico e pil al 230%, il più alto al mondo. Nel 1980, esso si attestava ancora al 50,6%. Nel 2011 ha toccato per la prima volta la soglia del 200%. Per quanto in calo dal record dell’8,9% toccato nel 2010, il deficit pubblico  si attestava ancora al 7,7% lo scorso anno. In valori assoluti, il pil giapponese è atteso pari a 4.601,46 miliardi di dollari quest’anno, per cui il suo debito pubblico dovrebbe attestarsi sopra i 10.000 miliardi di dollari e il deficit a 450 miliardi. Nonostante ciò, il governo paga un rendimento di appena lo 0,37% sui titoli di stato a 10 anni, poco più della metà di quelli della Germania sui Bund. Ciò, in considerazione anche dell’assenza di attese inflazionistiche nel paese e per via del piano di acquisto dei bond governativi da parte della Bank of Japan.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/quantitative-easing-dal-giappone-un-monito-a-draghi-su-inflazione-e-ripresa/  

Rendimenti bond Giappone restano bassissimi

Quest’ultima ha tagliato proprio stamane le stime sulla produzione industriale per l’anno in corso, dopo che nel secondo trimestre del 2015 (il primo per l’annoi fiscale nipponico 2015/2016) si è avuta una contrazione dell’1,4%.

Il “downgrade” di oggi non giunge inatteso, ma al contempo rappresenta un segnale rivolto a Tokyo, perché espliciti con maggiore chiarezza gli obiettivi di bilancio e gli strumenti per raggiungerli. Il premier Shinzo Abe, in carica dalla fine del 2012, punta a fare uscire il paese dalla deflazione, vigente sin dal 1997, nonché dalla stagnazione economica, che va avanti sin dagli inizi degli anni Novanta. Il suo piano, noto come Abenomics, prevede, tra l’altro, una progressiva riduzione del deficit pubblico, che in quasi 3 anni del suo governo è stata molto contenuta.   APPROFONDISCI – https://www.investireoggi.it/economia/le-elezioni-in-giappone-confermano-labenomics-la-guerra-dello-yen-puo-continuare/        

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