S&P blinda Renzi e avverte: rating a rischio se in Italia vincono gli euro-scettici

L'agenzia di rating S&P avvisa l'Italia che nel caso vincessero partiti euro-scettici, il nostro rating sovrano sarebbe a rischio declassamento. Il pericolo riguarderebbe anche Grecia e Spagna.

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L’agenzia Standard & Poor’s non poteva essere più chiara e ha comunicato che i rating sovrani dei paesi europei potrebbero essere declassati, qualora i partiti euro-scettici prendessero il potere. L’istituto fa presente che nel 2007 non vi erano forze contrarie all’euro, mentre oggi sarebbero accreditate al 34% in Italia e Grecia e al 28% in Spagna. Per il nostro paese sono considerati euro-scettici il Movimento 5 Stelle (19%) e la Lega Nord, accreditata al 15%. Insieme farebbero oltre un terzo dell’elettorato. E sotto i riflettori c’è anche Forza Italia, che viene indicata tra quelle formazioni che potrebbero prestarsi a politiche euro-scettiche per restare al potere. Inoltre, nota S&P, il partito dell’ex premier Silvio Berlusconi si è già espresso in favore del ritorno alla lira, qualora la BCE non ampliasse il suo mandato oltre il solo obiettivo di mantenere la stabilità dei prezzi.   APPROFONDISCI – Beppe Grillo, il prelievo forzoso e l’uscita dall’euro. Quali sono i rischi reali per l’Italia? Roubini avverte: se vince Grillo, sale lo spread e l’euro trema   Il giudizio di S&P non è secondario, perché l’agenzia ha di recente declassato il nostro debito sovrano a BBB-, il gradino più basso per un rating “investment grade”. Se arrivasse una nuova bocciatura, i titoli del debito pubblico italiano sarebbero classificati come “junk” o “spazzatura”, con la conseguenza che i fondi non potrebbero più comprarli, perché vietato dai loro statuti. Inoltre, per quanto appreso ieri con il varo ufficiale del QE da parte della BCE, Francoforte non potrebbe più acquistare i nostri bond governativi e lo spread tra i BTp e i Bund tedeschi, così come con gli altri titoli dell’Eurozona, si allargherebbe a nostro sfavore.   APPROFONDISCI – L’Europa darà 4 mesi di tempo al governo Renzi su deficit e riforme, ecco cosa rischiamo   Il comunicato di S&P può essere valutato come una difesa dell’esistente, ovvero del governo Renzi, dato che vengono citati negativamente tutti e tre i suoi oppositori (M5S, Lega Nord e Forza Italia). Come avevamo avvertito ieri, la pressione sul premier crescerà a livello internazionale, in particolare, a Bruxelles, perché entro poche settimane ci si attende che il governo italiano vari un calendario fattivo di riforme per il rilancio della nostra economia. La situazione riguarda anche Grecia e Spagna, due paesi chiamati alle urne quest’anno. La prima rinnoverà il Parlamento tra 2 giorni, la seconda a fine anno. In entrambi i casi, pare che siano avviati ad arrivare al governo partiti euro-scettici, rispettivamente Syriza e Podemos. Per questo, l’Europa potrebbe aumentare la sua attenzione sul nostro paese, al fine di evitare che la anche la terza economia dell’Eurozona “cada” nelle mani degli oppositori alla moneta unica.   APPROFONDISCI – Debito pubblico, deficit e crescita: cocktail micidiale per il governo Renzi            

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