Soros: sterlina a -20% con Brexit, sarà peggio del ’92

Forte svalutazione della sterlina in vista, nel caso di Brexit. Ad avvertire del rischio è niente di meno che George Soros, artefice del crollo della divisa britannica (e della lira italiana) nel 1992.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Forte svalutazione della sterlina in vista, nel caso di Brexit. Ad avvertire del rischio è niente di meno che George Soros, artefice del crollo della divisa britannica (e della lira italiana) nel 1992.

Se i britannici dopodomani voteranno al referendum sulla Brexit per fare uscire il Regno Unito dalla UE, la sterlina affonderebbe sui mercati. A paventare il rischio in un’intervista rilasciata al The Guardian è il finanziere ungherese George Soros, che divenne famoso in tutto il mondo nel 1992 proprio speculando contro la sterlina, che perdendo allora il 15% dovette uscire dallo SME, il serpente monetario, che teneva agganciati i tassi di cambio delle divise europee.

Soros spiega che nel caso di Brexit, la sterlina imploderebbe tra il 15% e il 20%, attestandosi fin sotto al cambio di 1,15 contro il dollaro e arrivando alla parità con l’euro (1:1), un aggancio quest’ultimo, ironizza, che non è quello che vorremmo vedere.

Sondaggi Brexit impattano sul cambio

Soros ritiene che Londra non godrebbe nemmeno dei benefici di una sterlina svalutata, perché la manifattura britannica non sarebbe nelle condizioni di aumentare la produzione e assumere, a causa delle incertezze sui mercati. Inoltre, rispetto al 1992, il deficit corrente del paese è oggi assai più elevato, segnalando che l’economia britannica è dipendente dai capitali esteri, i quali defluirebbero nel caso di Brexit.

Intanto, oggi la sterlina continua a rafforzarsi contro la moneta unica dello 0,35% a un cambio di 0,768185. All’inizio della scorsa settimana, il rapporto era arrivato a 0,79515, salvo ripiegare con l’omicidio della deputata laburista anti-Brexit. A fine maggio, prima che i sondaggi iniziassero a mostrare i “Leave” davanti ai “Remain”, il cambio si era portato sotto 0,76.

 

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Argomenti: Brexit, Economia Europa, Economie Europa