Sondaggi politici: regna l’equilibrio per M5S e PD

Sostanziale equilibrio al vertice per Partito Democratico e Movimento 5 Stelle secondo gli ultimi sondaggi politici SWG e Ixè.

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Sostanziale equilibrio al vertice per Partito Democratico e Movimento 5 Stelle secondo gli ultimi sondaggi politici SWG e Ixè.

L’impressione è sempre quella: c’è un tetto che non può essere superato. Prendiamo ad esempio il Movimento 5 Stelle: raggiunto un risultato eccellente per la sua storia politica, al momento si ritrova a galleggiare tra un segno negativo e un segno positivo ogni settimana, proprio come accade al PD, che tra piccole riprese e piccole cadute, resta sempre al di sopra della soglia del 40%. E così la Lega Nord, che più del 14-15% non va. Almeno questo ci raccontano gli ultimi sondaggi politici SWG e Ixè, con alcune note a margine su cosa ne pensano gli italiani della Chiesa attuale – e su cosa dovrebbe essere più aperta – e sulla ripresa economica, o meglio, sui segnali più o meno visibili di questa. Ciò che emerge dalle intenzioni di voto, tuttavia, è una sorta di sostanziale equilibrio tra i primi attori.  

Sondaggio SWG

Crescono i partiti minori – e non – di centrodestra, a discapito del Partito Democratico che perde di credibilità nell’ultima settimana. Movimento 5 Stelle e Lega Nord, dal canto loro, perdono la stessa quota percentuale, mentre significativa la risalita di NCD+UDC che torna verso la soglia di sbarramento del 3%. Più nel dettaglio il PD ha perso ben 0,6 punti percentuali, scendendo così a quota 35,4%. Il Movimento 5 Stelle, invece, cala dello 0,2% arrivando a quota 25,3% e rosicchiando dunque qualche altro tassello di vantaggio sul PD. Lega Nord perde la stessa quota e scende al 15,3%, mentre Forza Italia guadagna lo 0,3% rispetto all’ultima rilevazione salendo così al 12%. La crescita più significativa la registra Fratelli d’Italia che, guadagnando 0,4 punti percentuali, raggiunge il 3,6%.   In vista del raduno nazionale a Imola del Movimento 5 Stelle programmato per il weekend del 17 ottobre, l’istituto SWG ha anche interrogato il suo campione sulla fiducia nei due leader del Movimento, vale a dire Beppe Grillo e Luigi Di Maio. La scoperta è che il secondo ha molta più fiducia del primo, ma non tra i più poveri, che invece continuano a dare maggiore credibilità all’ex comico genovese. Tra gli elettori benestanti, infatti, il 27% ha più fiducia in Di Maio, contro un debole 19% che invece continua a credere in Grillo. Tra gli elettori più poveri, invece, Grillo detiene il 28% della popolarità contro il 20% per Di Maio. Per gli elettori del M5S nel loro complesso, tuttavia, è Di Maio a riscuotere più fiducia: 29% contro il 24% ottenuto da Grillo.   L’istituto poi ha interrogato un campione di italiani relativamente alle aperture della Chiesa cattolica, tema attualissimo e in voga in questo momento. La domanda fatta al campione, infatti, era la seguente: Su cosa dovrebbe essere più aperta la Chiesa? Le risposte più frequenti sono legate al divorzio e all’indissolubilità del matrimonio (73%) e alle unioni civili (68%).

Di certo, risposte molto interessanti e significative che aprono ulteriori interrogativi sul cosa significhi essere cattolici oggi e sulla trasformazione che gli italiani vorrebbero legate però ai propri interessi, come ad esempio il divorzio, da sempre un fattore decisamente anti-cattolico e contrario al valore religioso e cristiano della famiglia.  

Sondaggio Ixè

Abbastanza diversi ma sempre accomunati da un sostanziale equilibrio i risultati emersi dal sondaggio Ixè effettuato per Agorà: Area Popolare (NCD+UCD) e Lega Nord registrano rispettivamente la crescita e il calo maggiore della settimana. Più nel dettaglio, il Partito Democratico guadagna 0,1 punti percentuali raggiungendo il 35% delle intenzioni di voto, mentre il Movimento 5 Stelle, dopo i tanti rialzi delle scorse rilevazioni, perde lo 0,2% e scende così a quota 24,9%. Lega Nord perde 0,3 punti percentuali e cala al 14%, mentre Forza Italia, guadagnando 0,1 punti percentuali, cresce al 9,7%. Sinistra Ecologia e Libertà, invece, perde lo 0,2% dei consensi arrivando a quota 4,4%. Fratelli d’Italia perde lo 0,1% e scende al 3,2%, facendosi così raggiungere da NCD+UDC che, guadagnando ben 0,4 punti percentuali, arriva anch’esso a quota 3,2%.   Per ciò che concerne la fiducia nei leader, la crescita più significativa della settimana la registra Sergio Mattarella (+2%), che arriva così a quota 63%. Le altre crescite (+1%) le registrano Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, che arrivano così a quota 32% e 13%. Perdono popolarità Matteo Salvini e Beppe Grillo, entrambi di 1 punto percentuale, e scendono rispettivamente al 21 e al 19%. Molto interessanti anche i risultati che emergono da due questioni sociali ed economiche, riguardanti la ripresa economica e l’istruzione. Nonostante infatti si legga e si dica da più parti che l’Italia si sta avviando verso la ripresa economica, il 64% del campione analizzato ancora non ne vede i segnali, mentre solo il 35% si dice d’accordo con quanto affermato a più riprese dal governo. E per quanto riguarda l’istruzione? I genitori italiani sono sempre più propensi a far studiare i propri figli in Italia – forse per non voler staccare il cordone ombelicale – visto che a pensarla così è il 43,8% del campione preso in esame.

Il 19% invece vede come meta preferita per gli studi dei propri figli gli Stati Uniti, mentre il 15,7% volge lo sguardo verso l’orizzonte. Tra le mete preferite sale anche la Germania (9,8%), mentre solo l0 0,5% preferirebbe una meta molto lontana, la Cina.

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