Sondaggi politici: M5S guadagna ancora sul PD

Il Movimento 5 Stelle continua a guadagnare terreno sul PD: ecco cosa ci dicono gli ultimi sondaggi politici a riguardo.

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Il Movimento 5 Stelle continua a guadagnare terreno sul PD: ecco cosa ci dicono gli ultimi sondaggi politici a riguardo.

Si tratta di guadagni piccoli, di zero virgola punti percentuali in più, ma sono sufficienti a registrare ancora una volta la crescita del Movimento 5 Stelle, che in base ai due ultimi sondaggi politici elaborati da SWG e Ixè segna la crescita maggiore rispetto a tutti gli altri partiti. C’è chi giustamente afferma che se il Movimento 5 Stelle cresce ogni settimana, adesso starebbe oltre il 100%, ma andiamo a parlare di piccoli guadagni che comunque hanno come obiettivo quello di rosicchiare sempre più consensi al Partito Democratico e tendono a distaccare il Movimento di Grillo & co. dagli altri partiti, come Lega Nord e Forza Italia. Lo scenario politico italiano che emerge oggi è quello di un’Italia che preferisce ancora votare il PD di Renzi, ma c’è una buona parte del Paese stanca di una situazione economica poco rassicurante che si aggrappa ai valori di un movimento. Dopo i due principali attori dell’attuale palcoscenico politico nazionale, infatti, sembra esserci il vuoto. Andiamo a scoprire cosa ci dicono le ultime rilevazioni.  

Sondaggio SWG

Molto interessante l’ultimo sondaggio SWG, che dopo aver analizzato le intenzioni di voto degli elettori italiani, si sofferma anche sul potere delle banche e sull’abolizione del contante. Ma andiamo con ordine: secondo l’ultima rilevazione SWG che ha interrogato un campione di 1.000 elettori, gli unici 2 partiti ad aver registrato una crescita significativa nell’ultima settimana sono Movimento 5 Stelle e Lega Nord. Guadagnano anche Forza Italia e Partito Democratico, ma molto poco, mentre NCD scende sotto la soglia di sbarramento del 3%. Il PD guadagna così 0,2 punti percentuali, salendo al 36%, mentre il Movimento 5 Stelle guadagna un +0,6% rosicchiando altro terreno ai Dem e arrivando a quota 25,5%. Crece dello 0,5% anche Lega Nord, che sale così a quota 15,5%, mentre Forza Italia, guadagnando un +0,1%, sale all’11,7%. Dietro Fratelli d’Italia risulta stabile al 3,2%, mentre NCD e Sinistra Ecologia e Libertà perdono rispettivamente 0,2 e 0,3 punti percentuali, piazzandosi al 2,8% e al 2%.   Come dicevamo, risulta parecchio interessante lo sguardo che SWG ha voluto direzionare verso il pensiero degli italiani nei confronti del sistema capitalistico e del contante. Il 46% del campione, infatti, pensa che il male del sistema capitalistico attuale sia rappresentato dal grande potere delle banche e vorrebbe dunque una sua riduzione, mentre il 38% sceglierebbe di ridistribuire equamente i redditi e il 35% è per una riduzione di potere delle multinazionali. Per il 12% invece l’economia dovrebbe essere più controllata dallo Stato, mentre un altro 12% è favorevole allo sviluppo di nuove economie collaborative. Solo uno striminzito 11% ritiene che bisognerebbe deregolamentare il mercato, mentre il 15% del campione analizzato ha risposto di non saperne a riguardo.   L’Italia è tuttavia da sempre un Paese basato su molte contraddizioni, molte delle quali spesso ricorrono negli stessi temi. Ad esempio, il 46%, come abbiamo visto, è favorevole alla riduzione dello strapotere delle banche, ma allo stesso tempo il 21% si dice molto favorevole all’abolizione del contante nel prossimo futuro, mentre il 32% si ritiene abbastanza d’accordo. Praticamente un 53% considera in un futuro prossimo l’abolizione della cartamoneta e il passaggio alle transazioni digitali, più tracciabili e per questo una delle migliori armi contro l’evasione fiscale. Solo il 37% del campione non si dice d’accordo (poco o per niente), timoroso che l’abolizione del contante e l’arrivo della moneta digitale possa rappresentare una minaccia alla privacy e un assist alle banche per incrementare il loro potere.

 

Sondaggio Ixè

Abbastanza simili i risultati emersi dal sondaggio Ixè effettuato per Agorà, nel quale si evince come punto in comune la crescita del Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, mentre si nota un importante calo di Lega Nord, Forza Italia e SEL. Nel dettaglio, il PD cresce di 0,3 punti percentuali arrivando così al 35%. La crescita maggiore spetta però al M5S, che guadagna 0,9 punti percentuali e sale al 25,1%. Perde terreno Lega Nord (-0,3%), che scende al 14,3%. Cala anche Forza Italia, che dal 10,3% registrato nella rilevazione della settimana scorsa, scende al 9,6%. Anche SEL va giù di 0,2 punti percentuali, scivolando al 4,6%. Segno meno anche per Fratelli d’Italia, che perde 0,1 punti percentuali e arriva al 3,3%, mentre NCD+UDC guadagna 0,2 punti percentuali e sale così al 2,8%, restando sempre sotto la soglia di sbarramento.   Piuttosto stabile la fiducia degli elettori italiani nei confronti dei leader politici: solo Salvini e Alfano guadagnano un punto percentuale, salendo rispettivamente al 22% e al 10%, lo stesso punto che perdono Grillo (20%) e Mattarella (61%). Stabili, invece, tutti gli altri. Il sondaggio ha poi interrogato il campione su due questioni di attualità politica di grande rilevanza: l’intervento militare della Russia in Libia e le dimissioni del sindaco di Roma Ignazio Marino.

Per quanto riguarda la prima questione, il 67% si dichiara contrario a intervenire militarmente al fianco della Russia in Siria, mentre solo il 31% si dichiara favorevole e il 2% non sa pronunciarsi. Piuttosto altalenanti le opinioni sulle dimissioni di Marino: un 48% ritiene che Marino dovrebbe dimettersi, mentre il 44% vorrebbe che finisse il suo mandato. Gli indecisi su questo tema rappresentano l’8% della quota.

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