Sondaggi politici Demos: gli italiani non credono più in nulla

La fiducia degli italiani nelle istituzioni è sempre minore, si è passati dal 41% di popolazione che si fidava di Presidente della Repubblica, partiti e istituzioni, all’attuale 24%. Questo emerge dal sondaggio realizzato da Demos per “La Repubblica”. “Lo Stato, le Regioni, i Comuni:  le sedi del governo centrale e locale, rispetto a un anno fa, […]

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La fiducia degli italiani nelle istituzioni è sempre minore, si è passati dal 41% di popolazione che si fidava di Presidente della Repubblica, partiti e istituzioni, all’attuale 24%. Questo emerge dal sondaggio realizzato da Demos per “La Repubblica”. “Lo Stato, le Regioni, i Comuni:  le sedi del governo centrale e locale, rispetto a un anno fa, […]

La fiducia degli italiani nelle istituzioni è sempre minore, si è passati dal 41% di popolazione che si fidava di Presidente della Repubblica, partiti e istituzioni, all’attuale 24%. Questo emerge dal sondaggio realizzato da Demos per “La Repubblica”. “Lo Stato, le Regioni, i Comuni:  le sedi del governo centrale e locale, rispetto a un anno fa, hanno perduto ulteriormente credito. Come il presidente della Repubblica (quasi 6 punti in meno), che paga il ruolo da protagonista assunto negli ultimi mesi” fa sapere Ilvo Diamanti. Per il 48,5% degli italiani l democrazia nel nostro Paese potrebbe funzionare anche senza i partiti, che appaiono al momento sempre più delegittimati. Quindi un italiano su due farebbe a meno dei movimenti politici. Alla stesa domanda “la democrazia può funzionare senza partiti?” nel 2008 soltanto il 42% degli italiani aveva risposto affermativamente. Il 73,2% degli italiani, tra le altre cose, vorrebbe l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, quindi 3 italiani su 4 vorrebbe scegliere da sola, tramite elezioni, il Capo dello Stato. Perdono fiducia rispetto al passato anche i magistrati, che nel periodo di Tangentopoli avevo il 70% dei consensi mentre a oggi possono contare soltanto sul 40%. Stessa sorte è toccata anche all’Unione Europea, che in un anno ha perduto l’11% dei consensi. Al campione intervistato è stato chiesto se era più importante potenziare i servizi o ridurre le tasse,  il 70% è orientato sul ridurre le tasse, mentre nel 2005 il 54% degli intervistati era per l’aumento dei servizi. Quello che emerge è una sfiducia e una disillusione diffusa degli italiani nel futuro:  6 persone su 10 hanno l’idea, nonostante le rassicurazione del Presidente Letta, che la crisi durerà altri 2 anni almeno e il 53% pensa addirittura che sia inutile fare progetti per il futuro vedendolo così incerto.

 

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