Sondaggi: PD in calo su più fronti, avanzano centro-destra e “no” a riforme

Sondaggi sempre più amari per il governo Renzi: il PD perde consensi e arretra anche nel caso di ballottaggio contro il centro-destra. Sul referendum costituzionale, il fronte del "no" acquista vigore.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Sondaggi sempre più amari per il governo Renzi: il PD perde consensi e arretra anche nel caso di ballottaggio contro il centro-destra. Sul referendum costituzionale, il fronte del

Il giorno della direzione del PD è stata l’occasione per fare il punto sullo stato di salute del principale partito di maggioranza, che non più tardi di un paio di anni fa trionfava alle elezioni europee con il 40,8% dei consensi, risultato che non si vedeva in Italia da oltre mezzo secolo. Tempi lontani, a giudicare da tutti i sondaggi. Uno riguarda il referendum costituzionale, quello che il premier Matteo Renzi ha confermato ieri determinerebbe la sopravvivenza o meno del suo governo: stando a Euromedia Research, il 54,1% degli intervistati ha risposto che voterà “No”, bocciando di fatto le riforme istituzionali dell’attuale maggioranza, mentre i “Sì” sono scesi al 45,9%.

C’è un altro dato, spiega l’istituto di Alessandra Ghisleri, a segnalare che la tendenza futura potrebbe essere più di un irrobustimento delle file dei contrari: gli elettori del PD dichiarano di votare in favore delle riforme per l’83%, per cui i margini di crescita su questo versante sono scarsi, mentre risultano maggiori quelli in favore del “No”.

Sondaggi referendum, Renzi perde ancora terreno

Un altro sondaggio, stavolta di Emg per il TG La7, esita un risultato simile: 29,9% per il “No” (+0,9%), 27,4% per il “Sì” (-1,9%). In crescita gli indecisi dell’1%.

Ma le brutte notizie per Renzi non sono finite qua. Sempre Emg ha trovato che il PD sarebbe in calo dello 0,6% rispetto alla precedente rilevazione, scendendo adesso al 30,6%, così come il Movimento 5 Stelle perde l’1%, ma si conferma primo partito con il 31%. Balzo, invece, del centro-destra: guadagna l’1,3% la Lega Nord, salendo al 13,7%; +1,2% al 12,9% Forza Italia; -0,3% al 4% Fratelli d’Italia. Insieme, fanno esattamente quel 30,6% del PD. Come dire, che nel caso i tre principali partiti della coalizione si presentassero in un’unica lista, sarebbero teoricamente alla pari con il partito di Renzi.

 

 

Sondaggi ballottaggi Italicum, centro-destra recupera

Vero è, però, che al ballottaggio il centro-destra sarebbe sconfitto sia nel caso avesse contro il PD (51,2% contro 48,8%), sia contro l’M5S (55,2% contro 44,8%). Attenzione, però, perché in entrambi i casi si registra una riduzione delle distanze rispettivamente dell’1,3% e del 2,1%.

Se al secondo turno approdassero M5S e PD, la partita si chiuderebbe con 54,6% per i grillini, che incrementano le loro distanze sui democratici dell’1,7%.

Perché l’insieme di questi sondaggi è allarmante per il governo? Il PD dimostra di perdere terreno sia in termini di consensi, sia come capacità di convincere gli elettori a votare in favore delle riforme istituzionali. Inoltre, il centro-destra recupera e riduce le distanze anche nel caso di un ipotetico ballottaggio con chicchessia, quando al contrario si allarga il divario tra PD e 5 Stelle in favore di questi ultimi. Il segnale appare chiaro.

 

 

 

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Argomenti: Politica