Sondaggi elezioni USA? Macché, è il peso messicano che ci parla di Trump

Le elezioni USA e i segnali dei mercati: anche il peso messicano funge da anticipatore dei risultati, captando le attese degli investitori.

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Le elezioni USA e i segnali dei mercati: anche il peso messicano funge da anticipatore dei risultati, captando le attese degli investitori.

Se vuoi sapere chi vincerà le elezioni presidenziali negli USA, è necessario attendere l’8 novembre prossimo per avere certezze, ma l’andamento di Wall Street ci anticipa il vincitore con una probabilità di indovinare il risultato di circa l’85%. Ve lo abbiamo spiegato in più di un articolo: nei tre mesi precedenti al voto, se l’indice S&P 500 sale, significa che gli investitori scontano la vittoria del candidato di appartenenza al partito già al governo; se scende, significa che prevede la vittoria del candidato dell’opposizione.

Nel caso specifico, se l’indice delle principali società americane quotate dovesse salire, verrebbe attesa la vittoria di Hillary Clinton (stesso partito di Barack Obama), mentre se dovesse arretrare, implicherebbe l’attesa di una vittoria del repubblicano Donald Trump.

Da inizio agosto ad oggi, l’indice S&P 500 è sceso del 2%, ma è troppo presto per dire se davvero stia scontando l’arrivo di Trump alla Casa Bianca. Ma queste elezioni sono particolari, perché il loro esito avrebbe ripercussioni sui rapporti tra gli USA e il confinante del Sud: il Messico.

Muro Messico, proposta-choc di Trump

L’immobiliarista ha esordito in politica con una proposta-choc, ovvero la costruzione di un mega-muro al confine con il Messico per impedire l’arrivo di migliaia di immigrati clandestini in territorio statunitense, il cui costo sarebbe addossato proprio al governo latino-americano.

Il muro è, però, forse solo un simbolo della più ampia visione di Trump, contrario al NAFTA, l’accordo di libero scambio tra USA, Canada e Messico, che secondo il magnate distruggerebbe posti di lavoro americani, a causa della concorrenza dello stato più a sud, dove i salari sono molto più bassi. Il Messico esporta verso gli USA ben i tre quarti delle sue merci sul totale, solo in lieve calo dal 79% di pochi anni fa, nonostante la maggiore integrazione con anche altre economie, come quella europea.

 

 

 

Peso messicano lancia segnali su elezioni USA

Va detto, per essere precisi, che anche la Clinton subisce la pressione dei sindacati e del suo ex sfidante interno, Bernie Sanders, per tutelare i lavoratori USA dalla concorrenza messicana, ma i toni mostrati dalla candidata democratica sono apparsi ad oggi molto più concilianti con il partner del NAFTA.

Per queste ragioni, gli analisti hanno iniziato a notare un andamento del peso messicano di tipo opposto al ciclo elettorale di Trump: quando il candidato repubblicano sembra rafforzarsi, la valuta emergente tenderebbe a deprezzarsi contro il dollaro; viceversa, quando questi sembra vivere una fase calante nei consensi.

L’andamento di luglio e agosto

Leggiamo un attimo il grafico degli ultimi mesi e verifichiamo quanto appena affermato: da inizio anno, il peso ha perso l’8,5% contro il biglietto verde, a causa anche del calo delle quotazioni petrolifere, trattandosi di un paese esportatore. Nel dettaglio, a luglio la valuta messicana ha ceduto il 2,7% e guarda caso si è trattato del mese più positivo per Trump, che dopo la convention repubblicana si era portato in testa sulla Clinton, secondo a quasi tutti i sondaggi nazionali.

Ad agosto, i guadagni hanno sfiorato il 4%, dopo la convention democratica, che ha rilanciato fortemente le quotazioni della ex First Lady, tanto da condurre nei sondaggi la partita con anche più di dieci punti di distacco su Trump, sempre su base nazionale. Vero è anche, però, che agosto è stato il mese del rally del petrolio, le cui quotazioni sono cresciute a doppia cifra.

 

 

 

Mercati buoni preveggenti?

Nelle ultime due settimane, in particolare, i sondaggi segnalerebbero un riavvicinamento tra i due candidati, se non in qualche caso un superamento di Trump della Clinton. Il caso politicamente più rilevante è quello esploso ieri con la notizia che la democratica è affetta da polmonite e che dovrà sospendere la campagna elettorale fino a domani. D’improvviso, le probabilità di vittoria del repubblicano si sono impennate e il peso ha perso l’1,7%, scendendo contro il dollaro ai minimi degli ultimi due mesi e mezzo.

Dunque, il peso messicano si aggiunge alla borsa americana quale segnale delle previsioni dei traders sull’esito delle elezioni USA.

E’ chiaro, che nessuno ci può garantire che il mercato abbia del tutto il polso della situazione, dato che esso si affida a sua volta ai sondaggi, oltre che al fiuto tipico di chi vive nel mondo degli affari. Pensate alla Brexit, che nei giorni precedenti al referendum quasi nessuno prevedeva come scenario di base, mentre è esplosa in faccia agli investitori tra il 23 e il 24 giugno scorso.

 

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