Sondaggi elezioni 2013: obiettivo isolare Beppe Grillo

Numeri senza faccia raccontano una verità studiata a tavolino, ecco come i sondaggi diventano un mezzo per influenzare il voto e per tirare la volata a Monti

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Numeri senza faccia raccontano una verità studiata a tavolino, ecco come i sondaggi diventano un mezzo per influenzare il voto e per tirare la volata a Monti

Il countdown per le elezioni 2013 è partito e così, come da copione, anche i sondaggi in tv, sui giornali e su internet per offrire agli elettori una proiezione delle preferenze.  

Movimento 5 stelle sondaggi: ecco come l’informazione racconta una realtà poco credibile

Nell’ultimo periodo i numeri sono piuttosto contrastanti ma una tendenza comune si riscontra in quasi tutte le fonti: Beppe Grillo è in calo (qualcuno lo da già per sconfitto e parla di “caduta libera”) e Monti recupera terreno. Quella dei numeri che non corrispondono tra un sondaggio e un altro è una storia vecchia che si ripete: ma quello che stupisce in vista di queste elezioni non è tanto questo. Non ci soffermeremo quindi sulle singole percentuali presentate da tv e siti internet (in linea di massima comunque il calo del Movimento 5 Stelle si assesta mediamente intorno al meno 7-8% anche se le preferenze restano a due cifre) quanto piuttosto su quello che sembra essere l’andamento delle preferenze degli elettori: i movimenti cresciuti vertiginosamente nell’ultimo periodo subiscono una battuta d’arresto, mentre quelli che partivano nettamente sfavoriti ottengono una piccola boccata d’ossigeno che li risolleva.  

In che modo spingere Monti può essere utile alla causa della sinistra

Se un freno dopo il boom delle elezioni in Sicilia può essere considerato fisiologico, il dubbio che i numeri siano pilotati è legittimo. Gli italiani stanno facendo scontare a Grillo le reazioni dure con i dissidenti Favia e Salsi (corteggiati, secondo gli ultimi aggiornamenti, dalla Rivoluzione Civile di Ingroia) fino al punto di dimenticare la batosta Imu del mese scorso e la politica di pressione fiscale attuata da Monti? Difficile da credere anche se è innegabile che, dopo aver lasciato la libera la poltrona più ambita di Palazzo Chigi, Monti si sia dato piuttosto da fare in termini di visibilità: dalle comparse in tv alla creazione di un profilo Twitter molto attivo. I sondaggi elettorali 2013 raccontano una verità che poco sembra corrispondere a quella che si incontra per strada: quante persone conoscete che ammettono di essere intenzionate a votare l’ex premier alle prossime elezioni? Il sospetto è che sia stato scelto a tavolino un nome debole ma credibile (non poteva essere il Pdl che appare inesorabilmente allo sbando) da contrapporre a Bersani per spingere gli indecisi a sinistra a schierarsi per le file del  leader del Pd, che tutti danno per favorito, piuttosto che “buttare” il voto. Molto più credibili sarebbero sondaggi che, piuttosto che ripetere numeri e percentuali, offrissero agli elettori un’analisi chiara e trasparente delle fonti. I sondaggi senza faccia hanno perso credibilità.

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Argomenti: Politica